Bankitalia, debito novembre a 2.211 mld
PREVISIONI 6 Giugno Giu 2016 1214 06 giugno 2016

Bankitalia taglia le stime del Pil 2016

Nell'anno in corso +1,1%, nel 2017 +1,2%. Via Nazionale stima che nel triennio 2016-2018 l'occupazione aumenti di circa il 2% .

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Bankitalia rivede al ribasso le stime di crescita dell'Italia. Secondo le previsioni delle 'Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana', nel secondo trimestre 2016 il Pil aumenterà allo stesso ritmo del primo, cioè dello 0,3%. Nell'anno il prodotto aumenterebbe dell'1,1% per poi accelerare all'1,2% nel 2017 e nel 2018. Rispetto alle proiezioni macro del Bollettino economico di gennaio, la stima è stata rivista al ribasso (era +1,5% sia per il 2016 che per il 2017), riflettendo «soprattutto un più debole andamento dell'economia mondiale».
PESA IL RALLENTAMENTO DEI PAESI EMERGENTI. Il quadro di previsione generale «riflette soprattutto il rallentamento delle economie emergenti, in linea con le valutazioni più recenti delle organizzazioni internazionali. Continuerebbero a sostenere la crescita le condizioni monetarie ampiamente espansive, l'orientamento della politica fiscale e il permanere del prezzo del petrolio su bassi livelli».
CRESCITA SOSTENUTA DALLA DOMANDA. In questo contesto, la crescita dell'Italia sarebbe sospinta soprattutto dalla domanda interna, «sostenuta dall'accelerazione dei consumi, favorita dal progressivo miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro, e dalla ripresa degli investimenti, che beneficerebbe di condizioni finanziarie favorevoli e, per l'anno in corso, degli incentivi alla spesa in beni strumentali introdotti nell'ultima legge di stabilità».
OCCUPAZIONE +2% NEL TRIENNIO. Nel triennio 2016-2018 proseguirà il rafforzamento dell'occupazione, «spinta dal progressivo consolidamento dell'attività economica e dagli interventi di sostegno alla domanda di lavoro». In particolare Bankitalia stima che l'occupazione totale aumenti di circa il 2% nel periodo (di quasi il 2,5% nel settore privato). Il tasso di disoccupazione scenderebbe gradualmente, portandosi al 10,8% nel 2018 (oltre 1 punto percentuale in meno rispetto al 2015).
INFLAZIONE A ZERO NELL'ANNO. Dal documento emerge che l'inflazione in Italia rimarrebbe ancora pari a zero nella media 2016 per poi risalire solo gradualmente (allo 0,9% nel 2017 e all'1,5% nel 2018)'. In particolare l'andamento dei prezzi «riflette sia il contributo della componente importata sia quello dei prezzi interni, trainati soprattutto dalla ripresa ciclica dei margini di profitto. Al netto della componente energetica, l'indice dei prezzi al consumo aumenterebbe dello 0,6% nel 2016, dell'1,0 nel 2017 e dell'1,5 nel 2018».

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