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AZIENDE 10 Giugno Giu 2016 2053 10 giugno 2016

Anas-Fs, matrimonio entro il 2017

Il presidente Armani: «Senza esuberi». Nel piano industriale previste 1.000 assunzioni in 5 anni.

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Anas e Ferrovie dello Stato, fusione all'orizzonte.

Autonomia finanziaria, aumento degli investimenti e 1.000 nuove assunzioni. È su questi cardini che si basa il nuovo piano industriale quinquennale dell'Anas. E in vista c'è anche la fusione con Ferrovie dello Stato.
Il business plan punta a rendere l'azienda stradale più efficiente, proprio mentre procede il lavoro di avvicinamento con Ferrovie. L'obiettivo è di arrivare alle nozze entro il 2017, o nei primi mesi dell'anno. L'operazione, assicura il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, non comporterà alcun esubero.
Ne ha parlato anche il premier Renzi, durante il suo intervento al convegno dei giovani di Confindustria: «Pensate se Anas e Fs si mettessero insieme, pensatelo in Italia ma soprattutto all'estero. All'estero c'è un sacco di ricchezza che stiamo buttando via ma c'è da divertirsi», ha detto Renzi.
Al gruppo di lavoro sulla fusione partecipano il ministero del Tesoro, quello dei Trasporti, Fs e Anas.
RIPARTONO LE ASSUNZIONI DOPO 10 ANNI. Intanto, il nuovo piano industriale della società ha come obiettivi strategici «autonomia finanziaria, raggiungimento di quota 3 miliardi di investimenti l'anno e il maggior presidio e qualità della nostra rete», ha precisato Armani. In tutto, per gli investimenti, sul piatto ci sono «20 miliardi di risorse pubbliche». L'altra notizia è che, dopo 10 anni, ripartono pure le assunzioni. Il piano ne prevede 1.000, di cui 900 nel personale di esercizio e 100 per la progettazione e direzione lavori. Per avere «più ingegneri per aumentare la qualità, sia nel controllo dei costi, sia nella bellezza delle opere, e tornare a manutenere le opere con una presenza fisica sulle strade», ha detto Armani.
RECUPERO DELLE STRADE ABBANDONATE. Per quanto riguarda l'autonomia finanziaria, infine, il piano individua tre modelli: accisa sul carburante, vignette e pedaggio. Ma si focalizza sull'accisa sul carburante. Il piano agisce anche sulla rete stradale, attualmente caratterizzata da alta frammentazione gestionale e forte concentrazione al Sud. Previsto il recupero di oltre 6 mila chilometri di strade regionali e provinciali, per dare alla rete maggior continuità territoriale e una più razionale gestione delle tratte. Sono state individuate anche 20 strade dimenticate, rimaste abbandonate e chiuse per anni, la metà delle quali si trova in Sicilia. Verranno gradualmente riaperte. Proseguirà inoltre la valorizzazione delle 1.244 case cantoniere di proprietà dell'Anas, e il lavoro sulla riduzione dei contenziosi: ci sono oltre 300 imprese con azioni legali aperte e la 'lite' più antica risale a 30 anni fa.

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