Borsa: Piazze Europa chiudono in calo
MERCATI 10 Giugno Giu 2016 1944 10 giugno 2016

Borsa, l'Europa brucia 174 miliardi per panico Brexit

A Milano, maglia nera nel Vecchio Continente, il Ftse Mib chiude a -3,6%. Pesanti i bancari. Secondo l'Independent, gli euroscettici sarebbero avanti di dieci punti nei sondaggi.

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Venerdì di passione per le Borse europee che hanno bruciato in una sola seduta circa 174 miliardi di euro tra le incertezze sulla Brexit, sulle mosse della Federal Reserve sui tassi Usa e le forti vendite sui finanziari. In serata, la notizia data dal quotidiano Independent, per cui secondo un sondaggio gli euroscettici sarebbero al 55%, con un distacco di dieci punti sui pro Ue, al 45%. Come sottolinea il sito del giornale, si tratta di uno dei margini di vantaggio più ampi per la campagna 'Leave' registrati di recente.
Secondo la media fra i sondaggi del Financial Times, i pro Ue sono comunque ancora in vantaggio, al 45%, contro il 43% degli euroscettici.
LISTINI TUTTI NEGATIVI. Nell'ultima seduta della settimana non c'è stato nemmeno un listino positivo: in Asia, dove i mercati hanno segnato il maggior calo dal 19 maggio, a Wall Street, e in Europa. Le Piazze del Vecchio continente hanno bruciato circa 174 miliardi di euro: a tanto ammonta la capitalizzazione persa dall'indice Stoxx Europe 600, sceso del 2,34%.
FUGA DAGLI ASSET A RISCHIO. In vista dei prossimi appuntamenti, compresa anche la riunione della banca centrale del Giappone, gli investitori 'fuggono' dagli asset più a rischio e si rifugiano in quelli sicuri. Non a caso, oggi il tasso del bund tedesco ha toccato un ulteriore minimo storico, allo 0,009%. Se in Europa la giornata è andata male (Madrid -2,6%, Francoforte -2,3%, Parigi -2% e Londra -1,7%), in Italia peggio ancora. Nelle giornate di fibrillazione, Piazza Affari sconta anche il peso del debito e delle difficoltà che sta attraversando il sistema bancario. Al termine di una seduta con sospensioni a raffica, Milano ha chiuso in perdita del 3,6% a 17.120 punti. Colpevoli della debacle sono i titoli finanziari: l'indice europeo di settore ha perso il 3,1%. A Milano, a parte un titolo della moda 'intruso' (Yoox in perdita del 6,5%), la parte bassa del listino è occupata da Unipol (-6,8%), e poi Ubi, Bpm, Mps, tutti in calo del 6,5%. Unicredit (-6,3%) ha chiuso a 2,38 euro, sotto i minimi di giugno 2012.
CAOS BREXIT. I sondaggi sull'uscita della Gran Bretagna dall'Europa, intanto, si fanno sempre più contraddittori. Lo scenario delle conseguenze economiche l'ha tracciato Axioma, società specializzata nella definizione di modelli di rischio: con la Brexit, le Borse europee potrebbero perdere circa un quarto del loro valore. Anche l'attesa della riunione della Fed, in calendario il 14 e 15 giugno, non giova ai mercati.
Dopo gli ultimi dati deludenti sulla capacità degli Stati Uniti di creare nuovi posti di lavoro, sono aumentati i dubbi sulla possibilità che la Federal Reserve possa aumentare i tassi di interesse. Allo scenario di fondo si è aggiunto il dato di Bankitalia sulle sofferenze, che ad aprile sono aumentate rispetto a marzo: 198,3 miliardi di euro contro 196. Ma sono cresciute meno di quanto avessero fatto nel mese precedente (il tasso sui dodici mesi è stato del 3,5%, contro il 3,9% del mese precedente). OCSE: «ALLENTARE VINCOLI DEL BAIL IN». Altre variabili le ha introdotte l'Ocse. La sue stime sono in linea con quelle della Bce. La crescita del del pil nell'Eurozona è prevista dell'1,6% nel 2016 e dell'1,7% nel 2017. L'Ocse raccomanda inoltre di allentare i vincoli del bail in nelle crisi bancarie, per «portare benefici all'economia, in particolare nel settore privato, in vista di futuri piani di investimento».

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