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EREDITÀ 11 Giugno Giu 2016 0800 11 giugno 2016

Berlusconi, il nodo dell'eredità da dividere tra i figli

Un capitale di 10 miliardi. Tra Milan, Fininvest e Mondadori. Marina e Pier Silvio rivendicano bonus. Pure Barbara e Luigi scalpitano. Il piano per la successione.

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I figli di Berlusconi: Pier Silvio, Marina, Barbara, Eleonora e Luigi.

Mariastella Gelmini. Oppure Mara Carfagna. Ma anche Stefano Parisi.
In queste ore Silvio Berlusconi non deve soltanto scegliere il suo erede politico: deve impedire che tra i suoi figli riscoppi la guerra, blindando una successione che a molti pare impossibile.
Parliamo di un patrimonio da quasi 10 miliardi.
Ma difficile da dividere perché, come si sa e come ripetono da sempre in Fininvest, non ci sono aziende sufficienti per tutti. Per questo è meglio vendere tutto. Nella speranza di strappare una pax familiare con ricche ed eterne rendite.
SOLO ELEONORA È FUORI. Da un lato Pier Silvio e Marina, dall’altro Barbara e Luigi (perché la sorella Eleonora non vuole saperne degli affari di famiglia) hanno dimostrato di non poter o voler convivere tra loro nei business paterni.
Una vacatio dell'ex Cavaliere rischia di non mettere in difficoltà soltanto Forza Italia in prospettiva del ballottaggio di Milano del 19 giugno 2016, che potrebbe decidere anche del futuro del centrodestra.
C’è il timore che l’incertezza di queste ore possa far saltare equilibri di per sé labili – di scritto non c'è nulla – sull’onda di aspirazioni e frustrazioni mai sopite.
OBIETTIVO: VALORIZZARE. Il tempo corre, anche perché la strada ideata dall'ex premier prevede di valorizzare al massimo il suo impero.
In un primo tempo Berlusconi pensava di lasciare ai figli di primo letto (Pier Silvio e Marina) la gestione quasi completa degli asset editoriali.
Agli altri tre la parte legata alle attività finanziarie (la quota in Mediolanum) e gli investimenti immobiliari, più quel “misterioso” miliardo che da tempi immemorabili giace nelle casse del Biscione senza un perché e che adesso è cresciuto fino a quota 1,4 miliardi.
SPARTIZIONE COI DIVIDENDI. Ma per figli di Veronica Lario è troppo poco. Da qui il piano B, seguendo lo schema applicato dagli Agnelli per superare le fratture interne: passare da industriali a investitori, trasformare Fininvest in una scatola finanziaria con all’interno partecipazioni minoritarie molto remunerative (Mediaset o Mediolanum), lasciando agli eredi la possibilità di vivere di rendita con alti dividendi.
Tutto quello che non rientra in questo schema andrà venduto, spartendo l’incasso da 10 miliardi per tutti i rami della famiglia.

Barbara chiede un risarcimento per il Milan e punta ai libri

Via libera alle vendita di Rizzoli Libri a Mondadori.

In queste ore si discute proprio sui criteri per la spartizione, con Marina e Pier Silvio che rivendicherebbero un bonus per i loro ruoli operativi.
Mentre Barbara, nella stessa logica, chiederebbe un risarcimento visto che la sua poltrona (quella di amministratore delegato del Milan) vacilla con l’arrivo dei cinesi.
Anche se l’ingresso della Mondadori nel digital potrebbe dare un ruolo pure a lei, che ha sempre ambito a occuparsi di libri.
ANCHE LUIGI SI MUOVE. Quest’impianto piacerebbe al più piccolo dei Berlusconi, Luigi, che ha studiato da banchiere (in Sator e in Jp Morgan) e che avrebbe rifiutato un ruolo in Mediolanum per non dover convivere con Ennio Doris.
Infatti ha trasferito le sue attività dal quartier generale di Arcore - il suo family office è autonomo - e ha raccolto i dividenti suoi e delle sorelle pagata dalla finanziaria 14, per investirli (pare con buoni profitti) nell’immobiliare e nelle start up tecnologiche.
Le condizioni di salute di Silvio impongono un’accelerata in questa strategia.
Perché tutto passa per una valorizzazione dei pezzi dell’impero.
MEDIASET RIDIMENSIONATA. Il ridimensionamento in Mediaset è già iniziato: accanto alla cessione di Premium a Vivendi c’è l’ingresso dei francesi con il 3,5% del capitale del Biscione.
E Vincent Bollorè - che avrebbe promesso un ruolo a Pier Silvio Berlusconi e mira anche a Medusa - crescerà progressivamente nei prossimi anni per non dare l’impressione che il capostipite scappa.
Lo stesso schema potrebbe essere applicato anche in Mondadori, feudo incontrastato della figlia Marina.
Le ultime acquisizioni di Rizzoli Libri e di Banzai sul versante internet trasformano Segrate in un gruppo integrato dell’editoria, con un peso quasi monopolistico nei libri.
Uno schema che facilita un accordo per la cessione di contenuti a un colosso dei media come Apple o Google, quanto la vendita in blocco a un gruppo straniero, se - come prevedono gli analisti - si andrà verso un consolidamento del settore a livello europeo.
IMMOBILI PER 800 MILIONI. Nel conto va anche inserito un patrimonio immobiliare da 800 milioni.
Infine il Milan. Al di là delle sue dichiarazioni d’amore, Berlusconi è il primo a volere lasciare.
Ma i cinesi offrono per il 70% mezzo miliardo, quando il Cavaliere valuta tutto il suo team un miliardo.
Se non arriveranno altre proposte, il patron potrebbe firmare il contratto di cessione un minuto dopo essere stato dimesso dall'ospedale. Perché il tempo è davvero poco per evitare un nuovo conflitto all’interno della sua famiglia.


Twitter @FrrrrrPacifico

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