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L'ULTIMO MARXIANO 14 Giugno Giu 2016 0900 14 giugno 2016

Precari di tutta Italia, bentornati nel Medioevo

La plebe ai piedi delle élite e un mondo rifeudalizzato: ecco come siamo regrediti.

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Il nuovo ordine mondiale post-1989 si è venuto strutturando nella forma di una rifeudalizzazione del rapporto sociale capitalistico.
Il tutto nel quadro di uno spazio globale unificato che si lascia inquadrare come la realizzazione del “nuovo Medioevo”, preconizzato da Alain Minc nel 1993 nel suo studio Le nouveau Moyen Âge.
Nel nuovo quadro storico, la forma sociale del classismo presenta, in effetti, forti e inconfessabili analogie con la struttura feudale: l’oppressione passivamente subita dai dominati raggiunge un’intensità straordinaria, con il ritorno della corvée (stage, falso volontariato modello Expo di Milano, finti part time, ecc.) e con il riposizionamento del Servo in funzione di soggetto supplicante (“precario”, da prex, la “preghiera”) e non rivendicativo e con la ridefinizione del Signore come dominus absolutus, come feudatario svincolato e decisore autocratico.
UNA NUOVA RELIGIONE. Al di sopra delle tradizionali potenze politiche, che finiscono per dipendere dai loro voleri, le élite finanziarie gestiscono sovranamente il nuovo ordine mondiale rifeudalizzato dell’economia spoliticizzata e del Sacro Romano Impero della Finanza.
L’ideale medievale dell’universalità della religione cristiana si ripresenta, mutatis mutandis, come ideologia della globalizzazione del mercato.
STRUTTURA SOCIALE TRIPARTITA. Come il Medioevo, anche l’odierno Sacro Romano Impero della Finanza, del resto, presenta una struttura sociale tripartita.
I nuovi oratores sono il clero regolare giornalistico, il circo mediatico e il clero secolare accademico e intellettuale.
Forniscono quadri ideologici di glorificazione dell’Assoluto, oggi coincidente non più con il Dio dei cieli, bensì con il monoteismo immanente della produzione, dello scambio e della circolazione, santificati dalle omelie neoliberiste come il migliore dei mondi possibili o, comunque, come il solo.
ECONOMICIDI IN SERIE. I nuovi bellatores postmoderni coincidono, invece, con le oligarchie finanziarie e con la classe postborghese dell’incoscienza felice generalizzata.
Possono a giusto titolo qualificarsi con l’etichetta di bellatores postmoderni, giacché, per un verso, promuovono quel terrorismo finanziario e quella violenza economica che generano “economicidi”, vere e proprie ecatombi di lavoratori, di piccoli imprenditori e di membri della vecchia classe media; e, per un altro, favoriscono l’aggressione militare di ogni area del mondo che ancora resista all’integralismo economico (bombardamenti etici, interventismi umanitari, embarghi terapeutici, ecc.).
UN'IMMENSA PLEBE POSTMODERNA. Infine, i nuovi laboratores corrispondono alle masse di lavoratori migranti e precari, costrette non soltanto a condizioni sempre più abiette e a una subalternità sempre più oscena, ma anche a una dipendenza che si fa ogni giorno più intesa e più prossima a quella dell’antica servitù feudale.
La flessibilizzazione delle masse oggi in atto sta, in effetti, producendo un’immensa plebe postmoderna composta da centralinisti e ricercatori, operai e badanti, stagisti e braccianti, ossia da figure sideralmente distanti tra loro e, non di meno, unite nell’estorsione di plusvalore e nell’erogazione di pluslavoro intermittente e a tempo determinato.
Benvenuti nel nuovo Medioevo, dunque.

Twitter @DiegoFusaro

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