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EXPORT 15 Giugno Giu 2016 2010 15 giugno 2016

A Pietroburgo la firma di contratti di peso tra Italia e Russia

Al forum economico internazionale siglati i primi accordi accordi bilaterali per un controvalore di 1,4 miliardi di euro. 

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Il forum economico internazionale di San Pietroburgo si sta confermando un'occasione per firmare contratti che avranno un impatto di lungo termine per l'economia del nostro Paese e per quella russa. Al padiglione 'Italia in Russia' sono stati firmati accordi e lettere di intenti dal controvalore di 1,4 miliardi di euro.
LA FIRMA DEGLI ACCORDI IN DUE FASI. Due le fasi in cui sono organizzate le cerimonie di firma delle intese. La prima, già avvenuta, dopo l'inaugurazione del padiglione, e la seconda venerdì 17, dopo la visita congiunta del padiglione da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del presidente russo Vladimir Putin (preceduta da un pranzo di lavoro in cui le intese bilaterali saranno materialmente finalizzate).

Gli accordi: dall'energia alla microfinanza

A San Pietroburgo, infatti, sono presenti oltre 400 società italiane di diverse dimensioni e il padiglione Italia punta a diventare «l'epicentro delle trattative di grandi e piccole imprese italiane e russe». Alla vigilia del forum Yuri Ushakov, assistente presidenziale, ha menzionato 7-8 protocolli d'intesa compresi contratti che riguardano Rosneft, Novatek, Eni, Saipem e le Poste Russe. E proprio il vicepresidente di Rosneft, Zeljko Runje, ha annunciato che dal 2017 il colosso petrolifero russo e l'Eni daranno vita «a progetti di trivellazione offshore congiunti nel Mar Nero».
ANCHE UN FONDO PER LE STARTUP. In realtà i memorandum di peso in corso di finalizzazione potrebbero alla fine essere persino 12 o 13. I progetti comunque sono i più disparati. Mikro Kapital (parte di General Invest di Vincenzo Trani), firmerà ad esempio con l'Ente nazionale italiano per la microfinanza un accordo per la costituzione di un fondo di garanzia che aiuterà i piccoli imprenditori russi (età massima 35 anni) ad avviare startup. Trani ha spiegato che il fondo intende erogare circa 500mila euro all'anno per 10 anni.

L'Italia secondo partner commerciale della Russia

L'Italia è il secondo partner commerciale della Russia in Europa dopo la Germania. Secondo Sace, nel 2015 l'interscambio tra Italia e Russia è stato pari a circa 21 miliardi, di cui circa 7 miliardi di esportazioni italiane in Russia e circa 14 miliardi di beni russi importati in Italia.
EXPORT IN CALO PER LE SANZIONI. Ma, a causa delle sanzioni, nell'ultimo biennio l'export made in Italy ha subito un calo del 30% anche se in base alle previsioni del Rapporto Export di Sace, il trend negativo si attenuerà nei prossimi anni con un cambio di segno nel 2017 e nel 2018.

Renzi punta a riavvicinare la Russia all'Ue

Insomma, non solo petrolio. Infatti Matteo Renzi ha dichiarato anche di voler rendere il nostro Paese una cerniera tra Mosca e l'Ue. Accompagnato dal ministro Carlo Calenda, il premier, unico leader europeo al forum insieme al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, punta a riportare Mosca «on board», come lui stesso ha spiegato, sia nella lotta al terrorismo sia per superare l'isolamento russo. Per questo, pur tenendo fermi i paletti dell'accordo di Minsk e l'alleanza primaria con l'Ue e con gli Usa, Renzi rivendica di «aver lavorato da sempre nella direzione di ricostruire pazientemente occasioni di confronto con Mosca, alimentando il dialogo e non lo scontro come altri nostri partner europei invece vorrebbero fare».

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