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NUMERI 15 Giugno Giu 2016 1200 15 giugno 2016

Debito pubblico, l'andamento in 5 infografiche

L'ultimo pareggio di bilancio? Nel 1876. Dal calo degli Anni 30 al boom dei 70 fino al record di 2.252 mld a luglio 2016 e al calo di agosto. Così i conti dell'Italia sono crollati: i grafici.

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Dopo il record di luglio (2.252,2 miliardi) il nostro debito pubblico è tornato a diminuire. Ad agosto la quota è scesa a 2.224,7 miliardi, con un meno 30,9 rispetto al mese precedente.
Quello registrato nel mese estivo è il primo calo significativo dal 2015.
IL PAREGGIO DI BILANCIO NEL 1876. Fin dall'unificazione il problema ha attanagliato l'Italia, che molto raramente ha avuto governi in grado di ridurre il passivo.
Ogni volta che qualche esecutivo riusciva nell'impresa, il periodo di flessione durava ben poco.

Nel 1873 si registrò per la prima volta un calo che culminò nel pareggio di bilancio del 1876, evento storico che non si è mai più verificato.
IL PESO DELLE CAMPAGNE COLONIALI. Una successiva contrazione si segnalò tra il 1882 e 1885, anno in cui Roma si imbarcò nel tentativo coloniale in Eritrea.
Da quel momento il debito iniziò a crescere costantemente, anzi venne accelerato da un'altra guerra coloniale, quella contro l'Impero ottomano in Libia del 1911.

  • Scorrere con il mouse sopra la linea del debito per vedere il valore anno per anno (fonte: Banca d'Italia)


UNA TREGUA FUGACE. La Prima guerra mondiale intaccò ancora di più le finanze del Paese, con il debito che tornò a salire in modo deciso fino al picco del 1924 (valutato in 103 milioni di euro odierni).
Poi, in prossimità dell'avvento del fascismo, la crescita si arrestò.
Durante tutto il ventennio il debito rimase più o meno costante, anzi scese. In quattro anni, dal 1930 al 1934, si passò da 83 milioni a 59.
La tregua, tuttavia, fu fugace e si ruppe con la guerra in Etiopia, ma soprattutto con lo scoppio del Secondo conflitto mondiale.

  • Scorrere con il mouse sopra la linea del debito per vedere il valore anno per anno (fonte: Banca d'Italia)


IL DEBITO EREDITATO DAGLI ANNI 70. La distruzione diffusa e le ingenti spese militari fecero rialzare il debito, con una curva rimasta positiva fino ai giorni nostri.
Tuttavia, negli anni del boom e fino allo choc petrolifero del 1973, la crescita fu contenuta.
Nella seconda metà degli Anni 70, e nelle stagioni successive, si registrò una vera e propria impennata.
Tra il 1984 e il 1996 il debito passò da 286 miliardi di euro a 1.213 miliardi.
La tendenza rallentò nuovamente a cavallo del nuovo millennio, per poi riaccelerare dopo il 2008.

  • Scorrere con il mouse sopra la linea del debito per vedere il valore anno per anno (fonte: Banca d'Italia)


SOGLIA DEBITO-PIL FISSATA AL 60%. Il debito è un parametro importante per fotografare l'economia di un Paese, ma non l'unico.
Quello più adatto a misurare la salute di uno Stato è il rapporto con il Pil.
In particolare, a livello europeo, il Patto di stabilità prevede che questo dato non debba superare la soglia del 60% (mentre il il defici-Pil, ovvero il disavanzo pubblico, non deve sfondare il 3%).
Sono solo quattro i Paesi dell'Unione a essere pienamente in regola: Estonia, Finlandia, Lussemburgo e Slovacchia.
L'IMPATTO DELLA CRISI DEL 2008. Se il rapporto tra debito e Pil è bilanciato, il Paese viene considerato al riparo da possibili insolvenze.
L'Italia ha registrato nella sua storia un aumento quasi costante di entrambe le voci.
Tuttavia, la forbice si è allargata prima negli Anni 70 e poi a partire dalla crisi finanziaria del 2008, fino al 133% attuale.

  • Scorrere con il mouse sopra la linea del rapporto debito pil per vedere il valore anno per anno (fonte: Banca d'Italia)


Twitter @AlbertoBellotto

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