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FISCO 25 Giugno Giu 2016 2057 25 giugno 2016

Brexit, le conseguenze sul regime fiscale

Con la Brexit il Regno Unito perderà i meccanismi di semplificazione burocratica. Le aliquote basse sui redditi delle società, ora al 20%, potrebbero non essere sufficienti ad attrarre investimenti.

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Le aliquote basse sui redditi delle società, al momento al 20%, potrebbero non bastare più a rendere sexy il fisco britannico. L'uscita dall'Ue del Regno Unito pone il Paese fuori dalle regole europee, che garantiscono meccanismi di semplificazione burocratica sull'Iva e, per le multinazionali, un alleggerimento del prelievo per le royalty e per i dividendi.
L'incertezza fiscale creata dalla scelta del referendum potrebbe portare alcune multinazionali a trasferire la sede altrove e il governo britannico potrebbe essere costretto a coprire la 'falla' di gettito ritoccando, ovviamente all'insù, le aliquote richieste.
ESENZIONI FISCALI PER LE SOCIETÀ MADRI. Il Regno Unito applica comunque una fiscalità privilegiata in particolare per le grandi multinazionali e per la finanza. Il caso più eclatante è la normativa sulle società 'madri-figlie' che ora prevede l'esenzione delle società madri e consente di non pagare la ritenuta fiscale se la società figlia distribuisce il dividendo nel Regno Unito. Lo stesso vale per l'esenzione da ritenuta su interessi e royalties.
Presto potrebbe invece scattare una trattenuta di almeno il 5% sui dividendi, all'8% sulle royalties e al 10% sugli interessi così come previsto dalla convenzione tra Italia e Regno Unito. Ma non basta.
IN FUTURO TORNA LA BOLLETTA DOGANALE. Oggi esportazioni e importazioni seguono regole europee, con l'autofatturazione prevista per gli acquisti intracomunitari e la tassazione al consumo come se non ci fossero confini. In futuro le merci dovranno essere dichiarate in bolletta doganale, come se fosse una cessione extra-Ue.
Non manco impatti sul fronte della finanza. Il prestito da parte di una banca inglese, ad esempio, fino ad oggi non paga la ritenuta prevista per legge (il 12,5%). Ma è un privilegio riservato solo agli Stati dell'Ue. Nel momento in cui uscirà non sarà più così.

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