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EMISSIONI 28 Giugno Giu 2016 1829 28 giugno 2016

Dieselgate, Volkswagen risarcisce 14,7 mld negli Usa

Oltre 480 mila proprietari di auto coinvolti nella più grande class action della storia americana. Non sono previsti rimborsi ai clienti europei, ma solo la riparazione del veicolo.

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Si tratta dell'accordo più grande mai siglato da un produttore d'auto.

I primi colpi per la Volkswagen dopo lo scandalo delle emissioni arriva dall'altra parte dell'Atlantico. Il gruppo tedesco, come concordato con le autorità Usa, verserà fino a 10,03 miliardi per coprire i costi legali e i risarcimenti legati ai ricorsi dei proprietari dei veicoli coinvolti nel Dieselgate, fino a 2,7 miliardi per un fondo ambientale e altri 2 miliardi per promuovere la tecnologia per veicoli a zero emissioni.
Restano fuori, però, ancora ogni altra possibile accusa civile o penale che potrà essere mossa nei confronti di Volkswagen dal Dipartimento di Giustizia.
Separatamente, inoltre, il colosso automobilisticoha annunciato di aver raggiunto un altro accordo, da 603 milioni di dollari, con 44 Stati Usa, il distretto di Columbia e con Portorico per risolvere reclami di consumatori legati sempre alle auto diesel.
IN EUROPA NESSUN RIMBORSO. Se siete europei proprietari di una Volkswagen, invece, vi conviene mettervi l'anima in pace. Degli 11 milioni di auto fuori norma (la casa automobilistica ha riconosciuto che i software per la misurazione delle emissioni erano manomessi) vendute al mondo, 8,5 milioni si trovano in Europa, ma un accordo come quello americano sembra ancora lontano.
«DOVREBBE PAGARE VOLONTARIAMENTE». «Volkswagen dovrebbe pagare una compensazione volontaria ai proprietari europei delle loro automobili, che non hanno nulla in meno rispetto ai consumatori statunitensi», ha dichiarato il commissario Ue all'Industria ed al Mercato Elżbieta Bieńkowska in una intervista a Die Welt.
«Non basta richiamare le automobili in Europa in officina, i consumatori europei vanno risarciti. La casa automobilistica di Wolfsburg sapeva che i valori delle emissioni non corrispondevano a quelli dichiarati», ha concluso.
LEGGI UE PIÙ BLANDE. La Volkswagen ha ripetutamente dichiarato che non vede alcuna ragione di rimborsare gli europei per via delle differenti regolamentazioni nel Vecchio continente rispetto a quelle americane.
Per le leggi dell'Unione Europea, sostiene la casa tedesca, i veicoli non violano gli standard di emissioni. Tuttavia, per aver dichiarato valori differenti da quelli effettivi, il gruppo si è impegnato alla messa in regola dei veicoli in circolazione in Europa. Delle circa 8.5 milioni di auto possedute da europei, la casa ne sta richiamando circa 3 milioni per ripararle.
La procedura sembra però più lunga del previsto, con circa 50 mila unità sistemate fino ad ora.
Le auto sono state richiamate a partire da gennaio 2016.

L'accordo negli Usa

Negli Stati Uniti, il risarcimento avverrà nella forma della riparazione (la modifica degli impianti di scarico) dei veicoli interessati dallo scandalo o al riacquisto delle automobili, più un rimborso extra valido per tutti compreso tra i 5.100 e i 10.000 dollari.
VALORE PRE-SETTEMBRE 2015. La cifra varia in base al valore del veicolo precedente il settembre 2015, ovvero il momento in cui Volkswagen ammise pubblicamente che le sue auto indicate come 'clean' erano state progettate in maniera tale da aggirare i test sulla qualità sull'impatto ambientale, in particolare rispetto alla qualità dell'aria.
Il conto per Vw salirà alla fatidica cifra di 10,03 miliardi solo se tutti opteranno per dare indietro il proprio veicolo.
CLASS ACTION DA 475 MILA PERSONE. Si tratta della class action più grande della storia Usa: 475 mila persone rappresentate a fianco del governo americano contro il colosso automobilistico.
Risarcimenti sono previsti anche per i proprietari di auto Volkswagen che le hanno vendute dopo l'esplosione dello scandalo.

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