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STABILITÀ 18 Ottobre Ott 2016 2035 18 ottobre 2016

Manovra, Equitalia: rottamazione anche per multe auto e Iva

Padoan: «Siamo nelle regole». Ma per l'Ue l'Italia è «un caso difficile». La lente di Bruxelles sul deficit. Osservate speciali le spese per i migranti e il terremoto.

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Il Commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Anche le multe auto e l'Iva non versata rientreranno nella 'rottamazione' delle cartelle Equitalia (ecco cosa cambia).
Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato la volontà politica di agire in questo senso con il decreto legge collegato alla manovra finanziaria, in fase di limatura.
In base alle verifiche dei tecnici ministeriali non dovrebbero esserci problemi né per i Comuni, che già ora non mettono a bilancio le sanzioni e gli interessi sulle multe che il governo vuole eliminare, né con l'Unione europea. L'Iva, infatti, è una tassa armonizzata a livello comunitario e come tale non è modificabile dai singoli Stati membri. Ma la 'rottamazione' non toccherebbe l'importo delle multe da versare, interessando solo le sanzioni e gli interessi di mora.
PADOAN: «NESSUN CONDONO». Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha quindi affermato che nella legge di bilancio «non c'è nessun condono» e ha respinto al mittente le critiche sulla voluntary disclosure per i contanti nascosti: «Se i soldi sono frutto di un'attività illecita dal punto di vista penale, non si potrà aderire alla voluntary ma si andrà in galera». I detrattori della misura, ribattezzata norma Corona perché per assurdo avrebbe consentito all'ex fotografo di 'ripulire' i soldi nascosti nel controsoffitto, avevano messo in guardia sul rischio di un allentamento degli strumenti di lotta all'evasione fiscale, ipotizzando addirittura un'apertura a forme di riciclaggio. Ma Padoan si è detto sicuro che non sarà così: «La voluntary propone un meccanismo con cui si invitano i possessori di questa ricchezza occulta a farla emergere, pagando le tasse».

La tabella riassuntiva con le entrate e le uscite della manovra, indicate nel Documento programmatico di bilancio.

I dubbi di Bruxelles

La Commissione europea, intanto, ha ricevuto dall'Italia il Documento programmatico di bilancio, che contiene le entrate e le uscite della legge di Stabilità.
I dubbi di Bruxelles si concentrano sul gettito previsto dalle misure una tantum e sull'ammissibilità di alcune spese presentate come «eccezionali». Nelle prossime settimane partiranno i negoziati per trovare la quadra e un accordo che consenta all'Ue di dare il suo via libera.
«Sapevamo da alcune settimane che la manovra non sarebbe stata in linea con gli impegni presi a maggio», hanno osservato fonti della Commissione dopo aver ricevuto il documento, ma le differenze «sono più grandi» rispetto a quelle che hanno caratterizzato le ultime finanziarie.
IL DEFICIT CRESCE E L'EUROPA NON GRADISCE. I numeri parlano da soli. Lo scorso maggio il ministro Padoan si era impegnato con il commissario Moscovici a mantenere il deficit all'1,8% nel 2017. Questo aveva consentito a Bruxelles di concedere all'Italia una flessibilità definita «senza precedenti», pari allo 0,85% del Pil. Un tesoretto da 19 miliardi, speso nell'ultimo biennio. Nel Documento programmatico di bilancio appena spedito, però, il rapporto deficit-Pil sale per il 2017 al 2,3%. E il debito non scenderà. «Ora stiamo valutando fino a che punto possiamo considerare ancora eccezionali certe spese», hanno fatto sapere dai piani alti della Commissione, nonché «quanto siano realistiche le previsioni di gettito» su cui poggia la manovra.
ITALIA «CASO DIFFICILE». Tra voluntary disclosure, rottamazione delle cartelle Equitalia, asta delle frequenze e lotta all'evasione, il governo conta di reperire circa 10 miliardi, con cui coprire parte delle uscite previste nel bilancio. Ma a Bruxelles le una tantum non sono mai piaciute, perché hanno un effetto limitato nel tempo e, non essendo strutturali, non incidono sulla dinamica dei conti pubblici a medio e lungo termine. L'Italia «è un caso difficile e complicato, ma c'è la volontà di mantenere aperto il dialogo e trovare un accordo, il clima delle relazioni tra Bruxelles e Roma è sereno e costruttivo», ha fatto sapere ancora la Commissione. Tuttavia, «non si può dare luce verde a qualsiasi cifra». Insomma, non è questione di decimali, ma piuttosto di «pezze d'appoggio» per evitare che altri partner accusino Bruxelles prima, e l'Italia poi, di non rispettare il Patto di Stabilità. Potrebbe ad esempio rivelarsi arduo continuare a sostenere l'eccezionalità delle spese per i migranti, quando ormai l'emergenza è giunta al terzo anno. Ma l'Italia è determinata a portare avanti la sua battaglia.

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