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ALIMENTAZIONE 18 Ottobre Ott 2016 1211 18 ottobre 2016

Scuola, nelle mense cibi di qualità ma strutture scadenti

Secondo Cittadinanzattiva i pasti sono consumato in ambienti non sempre accoglienti. In un caso su 4 gli istituti sono del tutto privi di un locale apposito.

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Cibo di buona qualità e pulizia. È positivo in linea di massima il quadro delle mense scolastiche italiane delineato da una ricerca di Cittadinanzattiva. Ma non mancano le ombre: i pasti sarebbe consumati in ambienti troppo rumorosi e non sempre accoglienti, privi di servizi antincendio ed elettrici adeguati (1 su 3) e in spazi limitati (1 su 5). Inoltre in un caso su 4 gli istituti scolastici sono del tutto privi di un locale mensa.
Lo studio è stato realizzato in 79 scuole di 13 regioni, sulla base di quasi 700 interviste, di cui 482 a bambini.
AL NORD LE TARIFFE PIÙ CARE. Le tariffe più care? Al Nord, dove si sborsano 94 euro mensili sia per l'infanzia sia per la primaria, seguito dal Centro (94 euro per l'infanzia e 78 per la primaria); meno caro il Sud, rispettivamente con 64 e 67 euro. Le mense più costose sono però quelle dell'Emilia Romagna, con una spesa media di oltre 1.000 euro l'anno. Sul fronte opposto la Calabria, con circa 500 euro.
Fra i capoluoghi di provincia Livorno e Ferrara occupano il primo posto nella top ten delle città più care, con 128 euro di retta media mensile, poi Parma (123,60 euro), Reggio Emilia (122,40), Rimini (120), Forlì e Pesaro (118), Potenza (113,20), Piacenza (111,20) e Tempio Pausania (108,80 euro).
La graduatoria delle città meno care è guidata da Barletta (32 euro di retta media mensile), seguita da Reggio Calabria (40), Ragusa (44), Tortolì, Isernia e Roma (45), Catania (46), Latina (46,20), Benevento (47,60) e L'Aquila (49,60).
BEN 18 SCUOLE SENZA MENSA. Su 79 scuole che erogano il servizio di ristorazione scolastica ben 18 non dispongono di un locale mensa, quasi 1 su 4 (23%). I bambini mangiano in altri locali, prevalentemente i corridoi degli edifici scolastici e le aule utilizzate per le lezioni ordinarie. Oltre una mensa su tre ha l'impianto elettrico e antincendio per nulla o solo parzialmente adeguato; oltre un terzo (37%) non ha porte con maniglie antipanico; una su 10 ha segni di fatiscenza e l'8% presenta distacchi di intonaco.
PER UNO SU TRE IL CIBO È MONOTONO. Ma quanto piace il cibo? Anche se 2 bambini su 3 sono contenti di mangiare con i compagni (64%), uno su 3 (36%) non ama la mensa perché il menù non cambia (71%), il cibo è sempre lo stesso (57%), le porzioni sono scarse (48%), l'ambiente è triste (37%) e vi mangiano solo alcuni compagni (27%). Inoltre solo uno studente su 10 dice di mangiare tutti i cibi serviti, mentre un terzo confessa di mangiarne solo alcuni. I più amati risultano essere gelato e pizza (66%), pane e carne (65%), frutta fresca (57%) e pasta in bianco (53%); quasi detestate (60%) le verdure (soprattutto cotte o nelle minestre) e il pesce (47%).
IL 57% DEI DOCENTI CONOSCE LA PROVENIENZA DEI PRODOTTI. Come prevedibile, l'86% dei bambini non conosce la provenienza dei prodotti, mentre fra i docenti la conoscenza è più diffusa: solo il 43% ne è ignaro, poco più della metà (56%) ritiene che sia rispettata la stagionalità dei prodotti e 1 su 3 dichiara che sono usati cibi biologici.
In circa la metà delle scuole è attiva una 'commissione mensa'. A conoscere questo organo di controllo sono il 53% dei docenti e il 64% di genitori.

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