FABRIZIO VIOLA
13 Dicembre Dic 2016 1436 13 dicembre 2016

Popolare di Vicenza, sì all'azione di responsabilità contro gli ex vertici

Il nuovo amministratore delegato Fabrizio Viola promette ai soci tempi rapidi: «Faremo il più presto possibile». Rabbia e lacrime in assemblea. Zonin: «Ho operato con onestà nell'interesse della banca».

  • ...

Il nuovo amministratore delegato di BpVi Fabrizio Viola.

L'assemblea di Banca Popolare di Vicenza ha approvato l'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici dell'istituto, a partire dall'ex presidente Gianni Zonin, con il 99,9% dei voti. Il fondo Atlante, che gestisce attualmente BpVi, ha pesato sulla decisione con la sua quota nell'azionariato, pari al 99,3%. Il nuovo amministratore delegato, Fabrizio Viola, ha promesso tempi rapidi: «Faremo il più presto possibile». Il manager ha poi ricordato la sua «precedente esperienza» al Monte dei Paschi di Siena, quando con l'azione di responsabilità i soci recuperarono «650 milioni di euro».

ZONIN: «IO ONESTO E CORRETTO». La risposta dell'ex patron Gianni Zonin, affidata ad una nota, non si è fatta attendere: «Ritengo in tutta coscienza di aver operato con dedizione, correttezza e onestà nell'interesse della banca e della comunità, con la distribuzione ai soci per 17 anni consecutivi sotto la mia presidenza di consistenti utili conseguenti alla gestione profittevole». Zonin ha aggiunto di essere «a piena disposizione degli inquirenti» per chiarire la sua posizione: «Spero nell'interesse dei risparmiatori, degli indagati e delle comunità coinvolte che si faccia definitiva chiarezza su quanto accaduto a Banca Popolare di Vicenza, da parte chi può meglio ricostruire quanto è avvenuto nei mesi successivi alle mie dimissioni».

LA BCE PREME PER LA FUSIONE. Non c'è tempo da perdere nemmeno sulla fusione con Veneto Banca, che la Bce ha chiesto di perfezionare entro il 31 gennaio. «Ci sto guardando dentro», ha detto Viola, «le strutture della banca ci hanno già lavorato e mi allineerò velocemente affinché non si perda tempo e il mio arrivo non determini ritardi». «Quando si parla di fusione al primo posto c'è il progetto industriale, gli aspetti finanziari vengono di conseguenza», ha aggiunto Viola. In altre parole, «bisogna capire se le due banche insieme siano più forti» oppure no. L'ad ha inoltre manifestato l'intenzione di affrontare il tema delle sofferenze: «Sapete che abbiamo un problema di crediti deteriorati, stiamo ragionando su come allegerirlo».

DELIBERA SENZA LIMITI TEMPORALI. Il clima in assemblea è stato molto teso. Dopo la lettura della scaletta dei lavori da parte del presidente Gianni Mion, sono iniziati gli interventi dei soci dal palco. Il vicepresidente Salvatore Bragantini ha raccolto fischi e boati di disapprovazione quando, rivolto alla platea, ha ricordato che «in questa sala avete votato tutto quello che vi è stato proposto». Proprio lui, del resto, assieme all'ex direttore generale Samuele Sorato e ai suoi vice, è nel mirino dell'azione di responsabilità, che riguarda il periodo 2013-2015 con possibilità di un allargamento. La delibera votata dai soci, infatti, non ha «nessuna limitazione temporale» e non presenta «nessun distinguo fra amministratori, sindaci o all'interno della direzione generale», ha spiegato l'avvocato Carlo Pavesi, che segue il dossier.

LE LACRIME DI GIANCARLO STELLA. Sul palco si sono alternati i piccoli soci che hanno visto i loro investimenti azzerarsi a causa del dissesto finanziario dell'istituto. È scoppiato in lacrime l'imprenditore Giancarlo Stella, titolare dell'omonime boutique, che ha raccontato di «essere stato consigliato a vendere le azioni della BpVi nel 2013, ma poi non l'ho fatto. Adesso con la perdita del valore delle azioni sono stato costretto a chiedere prestiti alle banche». «Voi avete distrutto la mia vita, ma non la mia dignità», ha detto invece Maddalena, visibilmente commossa. Per Carlo «qui finirà come nelle altre vicende bancarie, non ci sarà nessun colpevole». Mentre per Annarita «una vergogna come questa poteva succedere solo in Italia». Molti interventi hanno 'sforato' il tempo massimo consentito di tre minuti.

L'ASSOCIAZIONE "NOI CHE CREDEVAMO IN BPVI" SI ASTIENE. Luigi Ugone, rappresentante dell'associazione "Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza", ha parlato di un istituto «alla deriva che ora prevede migliaia di licenziamenti. L'azione di responsabilità è un'iniziativa politica e di marketing, noi ci asterremo dalla votazione». Mentre l'avvocato Matteo Moschini ha puntato il dito contro l'ex amministratore delegato Francesco Iorio: «Si è messo in tasca 7 milioni di euro in poco più di anno, ma ha fatto perdere alla banca quasi 2 miliardi». Quanto all'azione di responsabilità «è bene sapere che eventuali soldi ricavati andranno alla banca, ma certamente non ai soci».

PER IORIO BUONUSCITA DI 1,5 MILIONI DI EURO. Intanto la Consob ha chiesto a BpVi di rendere noti i compensi corrisposti agli ultimi amministratori delegati. La banca ha pagato una buonuscita di 1,5 milioni di euro all'ex ad Francesco Iorio, mentre corrisponderà un compenso fisso di 700 mila euro annui al suo successore, Fabrizio Viola, emolumento che si cumulerà con quello ricevuto per l'incarico in Veneto Banca.

Correlati

Potresti esserti perso