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14 Dicembre Dic 2016 1747 14 dicembre 2016

Mediaset, Vivendi continua la scalata e sale al 20%

La società francese dopo l'aumento del 13 dicembre aumenta la sua partecipazione nella società. Berlusconi: «Da Vivendi un'operazione ostile». Intanto la procura di Milano apre un'inchiesta per manipolazione del mercato.

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Dopo l'affondo del 13 dicembre con l'aumento al 12,32% del capitale, il 14 è arrivato un altro colpo. Vivendi è salita al 20% del capitale di Mediaset. Ne ha dato conferma lo stesso gruppo francese in una nota. Silvio Berlusconi ha definito la scalata «un'operazione ostile». «L'acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi, non concordato preventivamente con Fininvest, non può essere considerato altro che un'operazione ostile». Ma l'ex Cav ha anche ribadito che la sua famiglia non intende arrendersi: «C'è la compattezza più assoluta della mia famiglia su un punto molto preciso: non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori». Con un quinto delle quote già ufficialmente in tasca, Vivendi potrà di fatto bloccare in assemblea ogni operazione straordinaria di Mediaset.

TITOLO IN ROSSO IL 15 DICEMBRE. Il 15 dicembre, dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso e aver toccato quota -7,9%, il titolo del Biscione perde il 4,5%.

BERLUSCONI: «VIVENDI HA GIÀ AVUTO LA SUA OPPORTUNITÀ». Silvio Berlusconi non nasconde la rabbia soprattutto perché in pochi mesi le due società sono passate da una possibile partnership allo scontro aperto: «Vivendi ha avuto l'opportunità, con l'accordo strategico firmato nello scorso aprile, di avviare con Mediaset una collaborazione che si preannunciava proficua per entrambi i gruppi. Purtroppo, questo accordo è stato disconosciuto. Questo non è il miglior biglietto da visita che Vivendi possa esibire nel riproporsi come azionista industriale della società».

LA DOPPIA RISPOSTA DI FININVEST. Già il 13 dicembre, quando la società transalpina era passata dal 3.02% al 12,32%, la società del Biscione ha fatto scattare delle contromisure sia sul piano legale che su quello finanziario. Niccolò Ghedini, storico avvocato di Silvio Berlusconi, ha presentato una una denuncia per manipolazione del mercato alla procura della Repubblica di Milano. Fininvest invece ha scelto di salire ancora fra gli azionisti di Mediaset passando al 38,266% del capitale sociale e il 39,775% del capitale di voto.

LA PROCURA DI MILANO APRE UN'INCHIESTA. Dopo la segnalazione di Ghedini la procura di Milano ha deciso di volerci vedere chiaro. Nella giornata del 13 dicembre i pm hanno ufficializzato l'apertura di un fascicolo a carico di ignoti per manipolazione di mercato. A seguire in prima persona l'indagine è il procuratore capo di Milano Francesco Greco. Il pool affiderà le prime verifiche alla polizia valutaria.

MEDIASET VOLA A PIAZZA AFFARI. Poi ci sono le contrattazioni. Nella mattinata del 14 gennaio, all'apertura delle contrattazioni, Mediaset è partita con il botte. Il raid di Vivendi spinge su il titolo con un +5% a 3,85 euro ad azione. Al termine delle contrattazioni il titolo ha chiuso con un +1% e il 7% delle azioni scambiate. Il dato fa più impressione se si considera che dall'inizio di dicembre, quando Vivendi ha iniziato a rastrellare le azioni, il loro valore è salito del 57%. Chi è meno convinto dell'operazione è la Borsa di Parigi. il 14 dicembre il gruppo francese ha chiuso con un ribasso del 2,5%.

CONFALONIERI SERRA I RANGHI. Intanto dalle parti di Cologno Monzese si prova a serrare i ranghi, soprattutto puntando il dito contro l'operazione capitanata da Vincent Bolloré. «Sarà dura, ma ci difenderemo» ha detto il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, incontrando alcuni dipendenti. «Le aziende francesi tendono alla cannibalizzazione» ha spiegato ancora il braccio destro di Berlusconi che ha poi messo in guardia su possibili problemi interni. «Non dobbiamo guardare solo la concorrenza esterna ma anche quella interna. Sarà necessario guardarsi da quello che succede nei corridoi».

ANCHE IL GOVERNO CONTRO VIVENDI. Pur chiarendo che il governo italiano «ha assoluto rispetto per le regole di mercato» una nota del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ribadisce che l'operazione francese «non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani». Per questo motivo. continua ancora la nota di Calenda «il governo monitorerà con attenzione l'evolversi della situazione».

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