Voucher
27 Dicembre Dic 2016 1720 27 dicembre 2016

Voucher, la piaga spiegata in infografiche

Nei primi 10 mesi del 2016 sono stati staccati 121 milioni di tagliandi. Record al Nord e fra i giovani. Sette grafici per spiegare come l'economia del lavoretto si è trasformata in una trappola per migliaia di lavoratori.

  • ...

Riprenderà l'11 gennaio in commissione Lavoro della Camera l'esame delle proposte di legge, di riforma del lavoro occasionale e accessorio, cioè dei voucher che era ferma da maggio. Il presidente della Commissione Cesare Damiano, primo firmatario di una delle proposte depositata lo scorso febbraio, spiega che "lo scopo della proposta non è di impedire i referendum, ma di fare una buona legge che eviti gli abusi verificatisi negli scorsi anni".

In origine si pensava fossero un buon modo per far emergere sacche di lavoro nero. Si pensava potessero servire per legalizzare l’economia dei lavoretti. Ma nel giro di poco meno di otto anni sono diventati una trappola per migliaia di lavoratori. Solo nel 2015 ne sono stati staccati 115 milioni e per il 2016 si prevede un numero record.

11 GENNAIO RIPARTE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA. Prosegue anche la discussione parlamentare. L'11 gennaio riprenderanno anche i lavori in commissione Lavoro della Camera sulla riforma del lavoro occasionale e accessorio ferma da maggio. Il presidente della Commissione Cesare Damiano ha spiegato che «Lo scopo della proposta non è di impedire i referendum, ma di fare una buona legge che eviti gli abusi verificatisi negli scorsi anni»

RECORD DI VENDITA NEL 2016. Nei primi sei mesi, i tagliandi staccati sono stati 70 milioni. La cifra diventa ancora più significativa se confrontata con gli anni precedenti. Nel periodo fra gennaio e ottobre 2016 i voucher venduti sono stati 121 milioni. Nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 91. Mentre fra gennaio e ottobre del 2014 il dato si fermò a 54 milioni. Numeri ancora più alti secondo la Uil. Stando a una stima del sindacato i buoni staccati sarebbero stati 145 con un aumento del 27.000% dal 2008.

LA TABACCHERIA IL LUOGO PREFERITO PER L'ACQUISTO. Nel corso degli anni sono aumentati in modo vertiginoso quelli staccati dalle tabaccherie. Solo nel 2015 quelli venduti tra una sigaretta e l’altra sono stati 78 milioni. Al secondo posto gli uffici postali (11 milioni di vendite) e gli acquisti in via telematica. Quasi scomparsi, invece, quelli acquistati nelle sedi dell'Inps.

IL NORD EST IN TESTA ALLE VENDITE. Il 33% del totale è stato venduto nel Nord Est. In totale il Nord d’Italia ha acquistato quasi il 63% di tutti in voucher emessi nel corso dei primi 10 mesi del 2016. Il record di tagliandi spetta alla Lombardia che ne ha acquistati 22 milioni. Alle sue spalle il Veneto con 15,5 milioni. Numeri molto alti anche in Emilia Romagna (15) e Piemonte (9,8). Fanalini di coda in questa particolare classifica la Valle d’Aosta (448 mila), la Basilicata (880 mila) e il Molise (521 mila).

Passare con il mouse sulle regioni per vedere il numero di voucher venduti nel periodo fra gennaio e ottobre degli anni 2014, 2015 e 2016 (fonte: Inps).

VOUCHER PER SERVIZI E COMMERCIO. Secondo i dati dell’Inps, rispetto al totale dei buoni, 62 milioni sono andati per attività legate al mondo dei servizi e simili, 18 sono stati usati invece nel commercio e 17,6 in quello del turismo. Le attività per la quale i buoni erano state pensate, come giardinaggio e lavori domestici sono invece quelle meno utilizzate dai buoni: nel primo caso si parla di 7 milioni di ticket, mentre nel secondo di 4,8.

NEL 2015 RISCOSSI 88 MILIONI DI TAGLIANDI. Secondo una nota congiunta di Istat, Inps e Inail, nel 2015 «i voucher riscossi per attività svolte nel 2015 (quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia».

TAGLIANDI USATI PER PAGARE I GIOVANI. Nel corso di otto anni i destinatari dei voucher non sono cambiati solo nel numero, ma anche nelle caratteristiche. Nel 2008 le persone pagate con i buoni sono state 24 mila e mediamente hanno incassato circa 19 buoni pari a poco meno di 200 euro a testa. Il dato più significativo è però quello dell’età. Nell’anno in cui vennero aperti i pagamenti con i voucher i lavoratori che ne fecero uso avevano circa 59 anni. Nel 2008 la più rappresentata era quella tra i 60 e 64 anni seguita da quella fra i 65 a 69. Otto anni dopo i numeri sono quasi dimezzati. Lo scorso anno l’età media dei lavoratori pagati con i voucher è scesa a 35,9 anni con la fascia 20-24 anni fra le più rappresentate. Altro dato significativo è il numero medio di tagliandi riscattati, triplicato rispetto al 2008 fino a 63,8 per un totale approssimativo di 640 euro lordi a lavoratore.

Passare con il mouse sulle bolle per vedere il numero dei lavoratori, l'età media e il numero di voucher riscossi (fonte: Inps).

QUASI MEZZO MILIONE DI COMMITTENTI. Oltre ai lavoratori, negli anni sono aumentati anche i committenti. I datori di lavoro hanno preso sempre più confidenza con lo strumento dei voucher. Nel 2008 i primi a farne uso furono poco meno di 10 mila, che corrisposero ai lavoratori circa 16 ticket a testa. Come detto il loro numero è aumentato, ma a crescere è stato soprattutto il volume di buoni lavoro corrisposti. Nel 2015 i datori di lavoro sono stati 472 mila e hanno pagato 58 voucher a lavoratore, in pratica un piccolo salario.

Passare con il mouse sulle bolle per vedere il numero dei committenti, il numero medio dei lavoratori pagati con i voucher e il numero medio di tagliandi corrisposti (fonte: Inps)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso