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28 Dicembre Dic 2016 1122 28 dicembre 2016

Istat: salgono fiducia dei consumatori e assunzioni

Nel mese di dicembre l'indice di fiducia per i consumatori è tornato ai livelli di luglio. Più preoccupate le aziende. Ma nel terzo trimestre aumentano i contratti di lavoro: più 543 mila.

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Consumatori fiduciosi e imprese ancora titubanti. L'Istat ha fotografato il livello di fiducia a dicembre 2016 rilevando che i consumatori sono i più speranzosi. L'indice dei consumatori nell'ultimo mese dell'anno è salito a 111,1 punti rispetto ai 108,1 del mese precedente, tornando ai livelli di luglio 2016.

PIÙ FIDUCIA NELL'ECONOMIA ITALIANA. In particolare il clima economico passa da 127,6 a 133,8, attestandosi leggermente al di sopra del livello medio del periodo maggio-giugno 2016. Migliora anche la fiducia personale che sale per il secondo mese consecutivo attestandosi su 106,2 punti. Istat rivela che i giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese migliorano decisamente così come le aspettative, il cui saldo torna ad aumentare dopo sette mesi consecutivi di diminuzione. Unico neo la disoccupazione. Per il secondo mese consecutivo diminuiscono le aspettative sull'assenza di lavoro.

PREOCCUPATE LE AZIENDE. Di tutt'altro avviso le imprese. L'indice composito del clima delle imprese è infatti sceso a 100,3 punti con un calo di 1,4 rispetto a novembre. Ogni settore però procede in modo indipendente. La fiducia peggiora infatti nei servizi e nelle costruzioni mentre migliora nella manifattura e nel commercio al dettaglio. La rilevazione ha notato un aumento dei giudizi positivi sia sugli ordini che sulle attese della produzione. Giudizio chiaro scuro sul commercio. Mentre restano positivi per le vendite correnti, forse in vista dei saldi di inizio anno, ma peggiorano sulle vendite future.

CRESCONO LE ASSUNZIONI SU BASE ANNUA. Notizie positive anche sul fronte del lavoro. Nel terzo trimestre del 2016 secondo una nota congiunta di Istat, Inps e Inail è stato rilevato un saldo positivo di 543 mila posizioni lavorative rispetto allo stesso trimestre del 2015. Saldo positivo anche se confrontato con il trimestre precedente con un +92 mila. Nella nota si legge anche che l'incremento è dovuto prevalentemente ai contratti a tempo indeterminato (+489 mila) e solo in parte a quelli a termine (+54 mila).

LEGGERO CALO CONGIUNTURALE. In generale, si legge nella note, c'è stato un aumento dell'1,1% rispetto ai mesi luglio, agosto e settembre del 2015, ma una leggera flessione rispetto al secondo trimestre di quest’anno, pari allo 0,1%.

SALGONO I DISOCCUPATI E SCENDONO GLI INATTIVI. Prosegue invece il fenomeno di inversione tra disoccupati e inattivi. I senza lavoro sono aumentati di 132 mila unità rispetto al terzo trimestre 2015 e di 9 mila se confrontati con il secondo trimestre di quest’anno. Giù invece gli inattivi fra 15 e i 64 anni che sono diminuiti di 528 mila unità nel confronto annuo e di 24 mila se confrontate con il periodo aprile-giugno 2016.

CRESCITA DEL LAVORO LEGATA AL PIL. Nella nota congiunta si legge anche che «Le dinamiche del mercato del lavoro, e in particolare dell'occupazione, che si sono manifestate nel corso del 2016 avvengono in un contesto di crescita del prodotto interno lordo». Fra luglio e settembre di quest'anno il Pil ha fatto segnare uno 0.3% in più se confrontato con i tre mesi precedenti e un più 1% rispetto al 2015.

CRESCONO GLI INFORTUNI. Fra gli indicatori in crescita c'è anche quello degli infortuni. Secondo l'Inail nel terzo trimestre del 2016 c'è stato un aumento degli incidenti accaduti e denunciati pari a 137 mila casi, dei quali 118 mila in occasione di lavoro e 19 mila durante i trasferimenti. L'incremento è stato dell'1,1% rispetto al terzo trimestre del 2015. La nota spiega anche che «L'incremento è in linea con la crescita dell'occupazione e quindi dell'esposizione al rischio infortunistico registrata in termini tendenziali da tutte le fonti».

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