Copertina 2016
31 Dicembre Dic 2016 0800 31 dicembre 2016

I numeri (positivi) del 2016 spiegati con le infografiche

Gli italiani danno 7 alla soddisfazione per la propria vita. Il lavoro cresce: +500 mila posti sul 2015. Scendono delitti, femminicidi e aziende fallite. I dati di un anno che ci lascia una timida ripresa.

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Dal lavoro alla soddisfazione per la propria vita passando per i dati sulla criminalità e i femminicidi. Come è stato il 2016? Un anno di transizione, con timidi segnali di risveglio. L'occupazione è cresciuta, ma non abbastanza per i giovani. Per il Viminale i reati sono diminuiti, mentre si è registrato un aumento dei provvedimenti per tenere a bada il terrorismo internazionale. Giù anche gli episodi di femminicidio. Ossigeno per l'industria che per il secondo anno vede calare i fallimenti. Ecco il bilancio del 2016 spiegato con le infografiche.

Fiducia: gli italiani danno in media 7 alla propria vita

Secondo l'annuario statistico dell'Istat 2016 nel nostro Paese si intravedono segni di miglioramento dopo gli ultimi anni di crisi. Gli italiani in generale hanno espresso un incremento della fiducia. Da 1 a 10 hanno valutato la propria vita mediamente con un 7. In diminuzione i voti negativi come il 5, sceso al 16,2% delle risposte. Crescono invece gli 8: +3,8% rispetto al 2015.

SODDISFATTI PER RICCHEZZA SALUTE. Più alta anche la soddisfazione per la propria situazione economica. Nell'anno che si chiude sono aumentati gli italiani che si dicono "abbastanza" soddisfatti, mentre calano i "poco" e "per niente" soddisfatti. Preoccupa meno anche la salute, dove cresce soprattutto la voce "molto" soddisfatti.

PREOCCUPANO PARENTI E AMICI. Scendono invece i parametri su relazioni famigliari e amicizie. Dove calano soprattutto coloro che si dicono "molto" soddisfatti e tornano a salire i delusi che hanno risposto "poco".

Lavoro: saldo positivo degli occupati

Nella nota congiunta di Istat, Inps e Inail che è stata diffusa il 28 dicembre 2016 si legge come nel terzo trimestre del 2016 sia stato registrato un saldo positivo di 543 mila posizioni lavorative se confrontato con lo stesso perido dell'anno precedente. Secondo i dati dell'istituto italiano di statistiche nei mesi di luglio, agosto e settembre il totale di occupati era di 22,8 milioni di unità, leggermente meno del trimeste precedente. Scendono anche i disoccupati che sono passati a 2,8 milioni (-0,2% rispetto al trimestre precedente).

MA TRA I GIOVANI RESTA LO STALLO. Langue invece la disoccupazione per i giovani fra i 15 e 24 anni. Per tutto il corso dell'anno è rimasta compresa fra il 39% di gennaio e il 36,35% di ottobre. Verso la fine del 2016 sono tornati a crescere anche in Neet (Not in education, employment or training), persone non impegnate nello studio né nel lavoro e né nella formazione: nel terzo trimeste sono tornati sopra quota 3,3 milioni.

SU L'AGRICOLTURA, GIÙ L'EDILIZIA. Il settore di lavoro per eccellenza rimane il terziario, ma nel corso dell'anno è tornata a crescere leggermente l'agricolutura. Calo invece per il settore delle costruzioni che rischia di scendre sotto la soglia del milione e 300 mila impiegati.

Passare con il mouse sui grafici per veder comparire il valore (fonte Istat).

Imprese: rallentano i fallimenti

Piccola ripresa anche sul fronte delle imprese. I primi dati rilevati dalla società di consulenza Cribs D&B nel 2016 hanno visto continuare il trend dell'anno precedente con un calo dei fallimenti. Nei primi nove mesi del 2016 hanno chiuso i battenti 10.047 aziende rispetto alle 10.505 dello stesso periodo del 2015.

LOMBARDIA E LAZIO LE REGIONI PIÙ COLPITE. In testa alle regioni che più di tutte hanno registrato i crac delle attività c'è la Lombardia con 2.091 chiusure da gennaio a settembre del 2016. Alle sue spalle il Lazio con 1.146. Terzo il Veneto (873).

IL COMMERCIO RESTA IN DIFFICOLTÀ. ll settore che più di tutti fatica a fermare l'emorragia è il commercio che ha visto abbassare la serranda di oltre 3 mila negozi o centri di distribuzione. Male anche il comparto edile con oltre 2 mila chiusure. Tiene invece la categoria dei servizi con appena 1.500 cessate attività.

Passare con il mouse sui grafici per veder comparire il valore (fonte Istat).

Delitti: costante calo anche nel 2016

Il 2016 come già l'anno precedente ha confermato che il numero dei reati è in costante calo. In totale nel periodo che va dal primo agosto 2015 al 31 luglio 2016 ci sono stati 2 milioni 416 mila 588 delitti. Di questi 398 omicidi, 32 mila rapine e poco meno di un milione e 400 mila furti. Tutti gli indicatori sono in calo da almeno quattro anni.

IN UN ANNO 109 ESPULSIONI. Nello stesso periodo il Viminale ha confermato che sono stati eseguiti 109 provvedimenti di espulsione contro persone sospettate di terrorismo. Altri 85 sono invece finiti in manette come estremisti religiosi. Oltre un centinaio invece i foreign fighter monitorati.

FEMMINICIDI GIÙ DEL 3%. Numeri positivi anche sulla violenza contro le donne. Nel periodo tra il 15 novembre 2015 e il 15 novembre 2016 le donne uccise sono state 107, in calo del 3% rispetto all'anno precedente. Giù anche tutti gli altri indicatori sulla violenza, in particolare: -19% di episodi di percosse, -13% di stupri e -11% di lesioni.

Passare con il mouse sui grafici per veder comparire il valore (fonte Istat).

Migranti: record di 180 mila arrivi via mare

Il 2016 è stato un anno record per l'emergenza migranti. Solo via mare gli arrivi hanno superato quota 180 mila. Un incremento del 17% rispetto al 2015. La maggior parte dei flussi si è concentrata sulla Sicilia che ha accolto oltre 120 mila persone. Alle sue spalle la Calabria (31 mila arrivi) e la Puglia (12 mila).

SUPERATI I 5 MILA MORTI. Anno nero anche per le stragi in mare. Nel tratto che divide l'Africa dalla Sicilia hanno perso la vita oltre 5 mila persone. Un incremento del 32,8% rispetto al 2015.

Passare con il mouse sui grafici per veder comparire il valore (fonte Istat).

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