Saldi
5 Gennaio Gen 2017 0800 05 gennaio 2017

Saldi, la stanca corsa agli acquisti spiegata con le infografiche

In 17 Regioni d'Italia ripartono gli sconti. Che però ormai spostano di poco i consumi. Confcommercio stima una spesa di 5 miliardi. Per Federconsumatori farà compere solo il 39% delle famiglie. I dati.

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Il 2 gennaio 2017 Sicilia e Basilicata hanno anticipato tutti e dato il via alla stagione invernale dei saldi. A seguire la Valle d'Aosta che ha aperto il 3. Tutte le altre regioni iniziano il 5 gennaio, con iniziative destinate a durare fino alla fine di marzo.

CONFCOMMERCIO: SPESA DA 5,3 MILIARDI. Ancora prima che le serrande dei negozi si siano alzate per permettere la caccia allo sconto, le associazioni di categoria hanno diramato le loro stime. La più ottimista è Confcommercio che ha valutato un volume di affari di 5,3 miliardi di euro. Secondo la loro valutazione oltre 25 milioni di famiglie si recheranno in negozio in cerca di occasioni con una spesa media di 334 euro.

ALTRE STIME PIÙ CAUTE: 175 EURO DI MEDIA. Più caute Codacons e Federconsumatori. Entrambe hanno valutato una spesa media di circa 175 euro, ma credono che il bacino di acquirenti sarà molto basso. Il 45% per il primo, solo il 39% per la seconda organizzazione.

Qualcuno chiede di riformare il sistema, come nel caso di Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «È ormai evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti. Si tratta di una pratica "medievale" che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni».

LEGGERO AUMENTO DEI CONSUMI TRA IL 2015 E IL 2016. Guardando i dati dell'Istat sul commercio al dettaglio nel periodo dei saldi si nota che nel 2016, fra gennaio e marzo, i consumi sono leggermente aumentati rispetto al 2015. Ma guardando il dato congiunturale, ovvero confrontandolo con il mese precedente, l'aumento è stato irrisorio. Come a dire che tra il mese degli acquisti natalizi e il periodo successivo i saldi non hanno fatto registrare particolari movimenti. Osservando però i dati del commercio al dettaglio per i mesi successivi si vede un costante segno meno nel volume delle vendite, almeno fino agli ultimi dati disponibili, quelli di ottobre 2016.

Per quanto riguarda le categorie di prodotto e i settori, i saldi dell'inverno 2016 hanno mostrato timidi segni di miglioramento. Il valore delle vendite ha fatto segnare indici positivi in quasi tutti i settori per tutti i tre mesi di promozione. Fanno eccezione gli alimentari, forse per effetto delle precedenti feste natalizie, che a gennaio hanno chiuso a -0,6%. Indici sottotono anche per l'abbigliamento, seppure sia il settore in cui i saldi fanno più affidamento: a gennaio è andato addirittura in negativo, salvo poi riprendersi a febbraio e marzo. Valori mediamente positivi per i giocattoli, gli utensili e l'arredamento. Tutti settori che, a guardar bene, con i saldi hanno poco a che fare.

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