Taxi: Uber, si apra il mercato
scandalo 3 Marzo Mar 2017 2114 03 marzo 2017

Il New York Times accusa Uber: «Usa un software segreto per sfuggire ai controlli»

Secondo il quotidiano americano il programma, introdotto nel 2014, si chiama Greyball. E consentirebbe di identificare i membri delle forze dell'ordine in diversi Paesi, Italia compresa.

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Il New York Times all'attacco di Uber. Secondo un'inchiesta del quotidiano americano, infatti, la società californiana utilizza da anni un «software segreto» per aggirare i controlli delle autorità, nei Paesi in cui il servizio è sottoposto a restrizioni oppure è completamente vietato, Italia compresa.

UBER SI DIFENDE. La risposta di Uber non si è fatta attendere: «Il programma si limita solo a negare le richieste di corse da parte di utenti che violano le nostre condizioni sull'uso del servizio». Intanto, però, l'esistenza del software è stata in questo modo confermata.

UN TOOL PER TAGGARE LA POLIZIA. Il tool "incriminato" si chiama Greyball e consentirebbe di riconoscere i membri delle forze dell'ordine, tramite informazioni raccolte dall'app di Uber. Il software, introdotto nel 2014, sarebbe ancora in funzione. Non solo in Italia, ma anche a Parigi, Boston, Las Vegas, in Australia, Cina e Corea del Sud.

COME FUNZIONA GREYBALL. Greyball raccoglie dati di geolocalizzazione e informazioni relative alle carte di credito degli utenti che vogliono usare il servizio offerto da Uber, per determinare se sono collegati oppure no a corpi di polizia o ad altre autorità incaricate di vigilare sulla circolazione automobilistica.

LE FONTI DEL NYT HANNO CHIESTO DI RESTARE ANONIME. Greyball, sempre secondo il quotidiano americano, fa parte di un programma più ampio, chiamato VTOS (abbreviazione di "violation of terms of service"). Le fonti del NYT, quattro dipendenti ed ex dipendenti di Uber, avrebbero fornito anche dei documenti in grado di provare le loro affermazioni, chiedendo però di restare anonimi per paura di ritorsioni da parte della società.

LA DISAVVENTURA DELL'ISPETTORE ENGLAND. Il software segreto sarebbe stato usato per la prima volta alle fine del 2014, quando l'ispettore Erich England, in servizio a Portland, Oregon, avrebbe cercato di fermare una macchina Uber. A quel tempo la società aveva appena iniziato a lavorare in città, senza chiedere alcun permesso. In seguito, a Portland, Uber è stata dichiarata illegale.

DRIVER SPARITI DALLA CIRCOLAZIONE. Per raccogliere prove contro Uber l'ispettore England si era finto cliente, usando l'app per chiamare un'automobile e osservare i veicoli sullo schermo dirigersi verso di lui. Ma l'ispettore non sapeva che i driver erano in grado di sparire rapidamente dalla circolazione, perché Uber lo aveva taggato e identificato come membro delle forze dell'ordine.

AUTO FANTASMA PER CONFONDERE GLI INVESTIGATORI. Membri delle forze dell'ordine ai quali, una volta individuati, la società stessa avrebbe fornito una versione fake dell'app, popolata di automobili fantasma in grado di confondere gli investigatori e consentire ai veri driver di sfuggire alla cattura.

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