Veneto Banca
FINANZA 17 Marzo Mar 2017 2103 17 marzo 2017

BpVi e Veneto Banca chiedono il salvataggio di Stato

Comunicata al ministero dell'Economia, alla Banca d'Italia e alla Bce l'intenzione di accedere alla ricapitalizzazione precauzionale. Stimato un fabbisogno di circa 5 miliardi di euro.

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I loghi di Veneto Banca e BpVi.

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca chiedono l’aiuto dello Stato per rimettere in sesto i propri conti. Entrambi gli istituti di credito hanno scritto una lettera al ministero dell'Economia, soggetto deputato a trattare con la Bce e con la Commisione europea la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale. La decisione è stata presa venerdì 17 marzo dal consiglio di amministrazione di Veneto Banca, mentre BpVi aveva dato all’amministratore delegato, Fabrizio Viola, il compito di avviare il dossier.

LA CONFERMA UFFICIALE. BpVi stessa ha confermato l'indiscrezione: «In riferimento al nuovo piano industriale 2017-2021 attualmente in corso di finalizzazione», si legge in una nota della banca, «nel quale è previsto un progetto di fusione con il gruppo Veneto Banca unitamente ad un intervento di rafforzamento patrimoniale da realizzarsi nel 2017, BpVi ha comunicato al Mef, alla Banca d'Italia e alla Bce l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato (ricapitalizzazione precauzionale)».

OFFERTA DI TRANSAZIONE, 65 MILA MANIFESTAZIONI D'INTERESSE. La Popolare di Vicenza, inoltre, ha comunicato che «con riferimento all'offerta transattiva rivolta agli azionisti BpVi attualmente in corso», cioè agli investitori che hanno visto sfumare il valore delle loro azioni, «alla data odierna si sono registrate 65.505 manifestazioni di interesse (pari al 68,8% delle azioni oggetto del perimetro) a fronte delle quali sono stati già sottoscritti 52.865 accordi transattivi (pari al 49,6% delle azioni in perimetro)». La banca ha offerto un ristoro di 9 euro per ogni azione azzerata, in cambio della rinuncia a contenziosi legali.

PARTE LA STESSA TRAFILA SEGUITA DA MPS. Nelle lettere spedite al Mef, BpVi e Veneto Banca si dicono convinte di avere i requisiti necessari per accedere alla procedura di ricapitalizzazione precauzionale. Come per Monte dei Paschi di Siena, toccherà adesso alla Bce fissare il capitale necessario e alla Commissione europea approvare tutta l'operazione. Secondo alcuni analisti, per le due banche il fabbisogno sarebbe di circa 5 miliardi di euro.

L'OBBLIGO DEL «BURDEN SHARING». Un contributo potrebbe venire dal fondo Atlante, socio al 99% di entrambi gli istituti. Ma la ricapitalizzazione precauzionale ha comunque un costo per gli obbligazionisti. Perché, secondo il principio del «burden sharing», prevede la conversione in azioni dei bond subordinati, il cui valore corrisponde attualmente a 1,2 miliardi di euro.

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