Alitalia,Calenda,da Stato prestito ponte
3 Maggio Mag 2017 1016 03 maggio 2017

Alitalia, Calenda: «Gli italiani hanno già speso 8 miliardi»

Il ministro esclude l'ipotesi di un ingresso dello Stato nella compagnia. E rilancia la cessione dell'intera azienda. Entro 15 giorni l'apertura delle manifestazioni di interesse: «Indispensabile un'alleanza». 

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«Oggi non ci sono trattative sul tavolo, i commissari devono predisporre un programma ed è previsto che entro 15 giorni inizino ad aprire alle manifestazioni di interesse». Così il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha illustrato a a Radio anch'io il » per Alitalia. «Quando arriveranno le valuteremo», ha aggiunto Calenda, «indicando la necessità di «un'alleanza con un'azienda del trasporto aereo».

«IL PRESTITO UN MALE NECESSARIO». I 600 milioni di prestito ponte concessi dallo Stato sono un «male necessario, inevitabile, perché mettere gli aerei a terra dalla sera alla mattina costerebbe molto di più a contribuenti italiani». Calenda ha ricordato che «ci sono 4,9 milioni di prenotazioni di biglietti Alitalia e la compagnia ha una quota di mercato rilevante nel Paese». I «600 milioni ci servono a evitare una situazione peggiore dal punti di vista economico», ha detto, spiegando che la cifra è superiore a quanto previsto (il ministro aveva stimato 1 miliardo di costi l'anno): «questi saranno sei mesi di amministrazione straordinaria che ci costeranno 100 milioni di più di quanto previsto perché la Iata ha chiesto 128 milioni di deposito»

«L'OBIETTIVO RESTA LA VENDITA PER INTERO». «Cercheremo come prioritario il fatto che si compri l'insieme dell'azienda in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla», ha poi ribadito il ministro, puntualizzando come Il governo «abbia escluso la nazionalizzazione di Alitalia e credo che i cittadini, che hanno pagato 7,5 miliardi, più questo prestito ponte, quindi 8 miliardi sono molto attenti a come vengono usati i loro soldi e dobbiamo essere noi molto attenti a come vengono usati».

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