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3 Maggio Mag 2017 1448 03 maggio 2017

BpVi, multe milionarie per gli ex vertici

La Consob ha condannato il vecchio management a pagare 9,14 milioni di euro per le violazioni commesse dal 2011 al 2015 in materia di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela.

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Multe salate per gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza, condannati dalla Consob a pagare 9,14 milioni di euro per aver violato le norme in materia di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela.

ILLECITI RICONDUCIBILI A SCELTE AZIENDALI DI ALTO LIVELLO. L'authority che vigila sulla Borsa ha accertato che, tra l'aprile del 2011 e l'aprile del 2015, l'istituto veneto non ha rispettato gli obblighi in vigore sulla condotta degli intermediari nei confronti della clientela, sulle offerte al pubblico di prodotti finanziari e sulle informazioni societarie. I comportamenti illeciti sanzionati vengono definiti dalla Consob «frutto di scelte aziendali riconducibili, secondo i rispettivi ruoli e responsabilità, ai principali livelli decisionali e di controllo interno» a BpVi.

PERDITA TEMPORANEA DELL'ONORABILITÀ. Le multe colpiscono i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale in carica all'epoca dei fatti, nonché alcuni dirigenti. Per gli stessi soggetti scatta anche la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità e il divieto di assumere incarichi in società quotate per i prossimi 76 mesi.

IN FUMO GLI INVESTIMENTI DI 119 MILA RISPARMIATORI. Il dissesto della Banca Popolare di Vicenza è venuto alla luce a seguito degli accertamenti della Banca centrale europea, che hanno portato allo scoperto circa 950 milioni di euro di prestiti erogati a clienti in cambio dell’acquisto di azioni della banca stessa. Azioni che all'epoca valevano 62 euro e successivamente sono state azzerate, mandando in fumo gli "investimenti" di 119 mila risparmiatori.

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