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3 Maggio Mag 2017 1923 03 maggio 2017

Italia, boom di investimenti in Francia

Nel 2016 crescita del 68%. Il nostro Paese terzo dopo Germania e Stati Uniti. In testa ci sono Magneti Marelli e Generali, ma sono soprattutto le piccole e medie imprese ad incrementare la loro presenza.

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Le imprese italiane sono terze per sviluppo di investimenti in Francia, alle spalle solo di Germania e Stati Uniti, ma sono quelle che crescono di più. Nel 2016 l'aumento dei progetti avviati è stato del 68%, mentre il numero totale dei dipendenti ha toccato quota 100 mila. I nomi importanti sono molti, a partire da Fca e Generali, ma sono soprattutto le piccole e medie imprese a spingere questa contro-invasione, forse in una risposta alle scalate dei gruppi francesi in Italia.

PRESENTI PIÙ DI 2 MILA IMPRESE. La Francia è anche il primo Paese di destinazione dei progetti d'investimento italiani all'estero, con oltre 2 mila imprese presenti. Nel 2016 gli sbarchi sono stati 141 contro gli 84 del 2015, con la creazione o il mantenimento di 3.228 posti di lavoro, facendo così realizzare all'Italia il suo migliore risultato degli ultimi dieci anni. «La relazione economica italo-francese è sempre più forte. Ricordo che siamo reciprocamente dei partner commerciali fondamentali. La Francia è il secondo cliente e il secondo fornitore della penisola», ha spiegato Catherine Colonna, ambasciatrice della Francia in Italia.

QUALI SONO I GRUPPI PRINCIPALI. La presenza italiana Oltralpe è importante: primo per dipendenti (circa 7 mila) è il gruppo Fca con Iveco-Iribus e Magneti Marelli, seguito da Generali France (6 mila addetti). Più lontano Leonardo-Finmeccanica, che con Space Alliance, Ansaldo ed Eurotorp somma 3.700 dipendenti. Seguono Autogrill (3.600), Cir con Sogefi (1.850 dipendenti), Barilla (1.700), Ferrero (1.300) e Mondadori (circa 800). Ma sono soprattutto le piccole e medie imprese ad incrementare la loro presenza.

LA CARICA DELLE PMI. Il perché lo spiega Hervé Pottier, direttore in Italia di Business France, l'agenzia per l'internazionalizzazione dell'economia transalpina: «In genere scelgono la Francia come primo Paese per lo sviluppo internazionale. Ed è chiaro che in questo quadro il loro obiettivo principale sia soprattutto il mercato interno». Secondo uno studio dell'agenzia francese, infatti, nel 2016 la metà dei progetti di investimento italiani è stata destinata alla creazione di nuovi siti, in aumento rispetto al 2015.

ACQUISIZIONI STABILI. Sostanzialmente stabili, invece, le acquisizioni di aziende francesi (che rappresentano il 13% dei progetti) e l'ampliamento dei siti già esistenti. Più della metà degli investimenti italiani provengono infine da imprese con sede in Lombardia o Piemonte (rispettivamente 31% e 21%), terza e stabile l'Emilia Romagna, in forte crescita il Lazio.

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