Dombrovskis
4 Maggio Mag 2017 1350 04 maggio 2017

Manovrina, Dombrovskis promuove la correzione dei conti pubblici italiani

Il vice presidente della Commissione europea: «A una prima occhiata lo scopo sembra essere stato raggiunto». Ma per l'Ufficio parlamentare di bilancio ne potrebbe presto servire un'altra.

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La buona notizia è che la "manovrina" da 3,4 miliardi di euro varata dal governo Gentiloni per correggere i conti pubblici italiani soddisfa il vice presidente della Commisione europea, Valdis Dombrovskis. La cattiva è che presto potrebbe servirne un'altra, almeno secondo i calcoli dell'Ufficio parlamentare di bilancio.

AVVERTIMENTO DALL'UPB. Se infatti Dombrovskis ha dichiarato che, «a una prima occhiata», lo scopo del provvedimento sembra essere stato raggiunto, l'organismo indipendente che ha il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del governo, nel suo Rapporto sulla programmazione di bilancio 2017, ha messo le mani avanti.

CORREZIONE DA 2,5 PUNTI DI PIL NEI PROSSIMI TRE ANNI. Il governo, a giudizio dei tecnici dell'Upb, per mantenere gli obiettivi stabiliti a ottobre e disattivare completamente le clausole di salvaguardia sulle imposte indirette, dovrebbe infatti «predisporre, nei prossimi mesi, misure almeno pari a circa 1 punto percentuale di Pil nel 2018 e a circa 1,5 punti percentuali nel biennio successivo, senza peraltro considerare la necessità di finanziare gli ulteriori interventi annunciati a sostegno della crescita e dell'occupazione».

INVESTIMENTI PUBBLICI IN CALO. Il piano di investimenti pubblici legato alla richiesta di flessibilità nel 2016, inoltre, «è stato solo in parte rispettato». Mentre gli interventi finanziati con fondi esclusivamente nazionali sono aumentati rispetto al 2015, quelli che beneficiano dei co-finanziamenti strutturali europei sono in ritardo. Circostanza che ha portato ad una riduzione del livello complessivo degli investinenti pubblici del 4,5% nel 2016, non ottemperando così ad una delle condizioni concordate in sede europea per la concessione dei margini stessi di flessibilità.

PADOAN DIFENDE LA MANOVRINA. Della manovrina ha parlato anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «Vorrei ricordare che si tratta di una correzione molto contenuta», ha detto Padoan, ma dotata di «efficacia strutturale» e in grado di proiettare i suoi effetti di riequilibrio «sui prossimi anni».

RISCHIO ITALIA ACCENTUATO. Intervenire era necessario non solo per andare incontro alle richieste di Bruxelles e portare il rapporto deficit/Pil dal 2,3 al 2,1%, ma anche sulla base di «un quadro di fattori convergenti che accentuano la percezione di un rischio Italia, testimoniato peraltro da alcune valutazioni peggiorative delle agenzie di rating, dall'avvicinamento del termine della politica monetaria espansiva della Bce, dall'approssimarsi della fine della legislatura e dal debito elevato».

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