Vegas
8 Maggio Mag 2017 1235 08 maggio 2017

Vegas: «L'Italexit sarebbe uno choc per tutta l'Eurozona»

Bocciatura del bail-in, futura stretta monetaria, dossier banche: i punti toccati dal presidente uscente della Consob nel suo discorso ai mercati finanziari.

  • ...

Nel suo settimo e ultimo discorso al mercato finanziario da presidente Giuseppe Vegas lo ha ribadito chiaro e tondo: «Una Italexit sarebbe uno choc per l'intera eurozona. Ne metterebbe a rischio la sopravvivenza». Quasi a dire che scongiurata l'ipotesi Frexit con la vittoria di Emmanuel Macron su Marine Le Pen, non bisogna abbassare la guardia. «Lo scenario Italexit», ha continuato Vegas, «metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato».

VERSO UNA STRETTA MONETARIA. Secondo Il presidente uscente, il nostro Paese dovrà prepararsi a un cambio di scenario. «L’inflazione si sta progressivamente riportando in prossimità dell’obiettivo del 2%», ha spiegato, «mentre negli Stati Uniti è già in corso un inasprimento monetario. L’Italia dovrà prepararsi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria».

LA BOCCIATURA DEL BAIL-IN. Il numero uno Consob ha poi bocciato il primo e provvisorio bilancio di applicazione del bail-in (il coinvolgimento dei privati nelle crisi bancarie) che «non può dirsi positivo». Le stesse regole che l'Europa si è datata per assicurare stabilità», ha aggiunto, «si sono rivelate in questo caso un fattore di instabilità. La gestione delle crisi può richiedere interventi tempestivi incompatibili con i meccanismi Francoforte-Bruxelles». Vegas ha quindi proposto due correzioni alla normativa sul bail-in, le cui modalità concrete di attuazione hanno «introdotto elementi fortemente distorsivi». «Si è rivelata infelice e poco ponderata la scelta di adottare la nuova disciplina con effetto retroattivo», è il ragionamento, che «va corretta quanto prima», così come «andrebbe riconsiderato anche il coinvolgimento degli obbligazionisti, per esempio introducendo una soglia di salvaguardia di 100 mila euro». Attraverso il bail in «è stata modificata con un tratto di penna la natura di strumenti finanziari, come le obbligazioni subordinate, emessi e collocati anni prima in un contesto di regole e di mercato del tutto diverso». «Prodotti a basso rischio, presenti nel portafoglio di tanti piccoli risparmiatori», ha sottolineato, «si sono trasformati di colpo in prodotti rischiosi e inadeguati».

IL DOSSIER BANCHE. Nel suo discorso a tutto campo, Vegas ha toccato anche le banche. Nella gestione dei crediti deteriorati, ha spiegato, «la fretta potrebbe rivelarsi cattiva consigliera» mentre «un approccio oculato dovrebbe prevenire il rischio di svendita di questi asset». E, ancora: «Quanto più il valore dei Npl viene abbattuto, scavando voragini nei bilanci, da riempire con risorse aggiuntive sottratte al credito, tanto più aumenta il profitto di chi acquista a prezzi stracciati per poi rivendere con plusvalenze». Secondo il presidente Consob poi «il mercato internazionale segue la partita con attenzione, forse non disinteressata, fiutando il grande affare». E le banche «hanno la capacità» per gestire internamente gli Npl senza «esternalizzare il lucro».

UNA CONSOB EUROPEA. Vegas ha poi lanciato l'idea di una Consob europea, ritenendo che l'Unione finanziaria significhi anche «un'Autorità per i mercati finanziari che si ponga in modo speculare e simmetrico rispetto al ruolo della Bce in ambito bancario». Una semplificazione «è auspicabile» e che «l'attuale architettura del sistema di supervisione finanziaria, in vigore dal 2011, merita di essere riconsiderata». Nel dettaglio il presidente della Consob ha indicato «da una parte un'Autorità preposta alla supervisione micro-prudenziale» e «dall'altra un'Autorità che si occupi della correttezza dei comportamenti, perseguendo con particolare attenzione l'obiettivo della tutela dei risparmiatori e degli investitori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso