Boccia
VISTI DA VICINISSIMO 9 Maggio Mag 2017 1916 09 maggio 2017

Sole 24 Ore, istantanee da circo Barnum

Boccia che pontifica su Alitalia. Moscetti che sogna un posto in Rai. E Gentili che si aggrappa alla poltrona. Mentre le casse piangono. Il circo Barnum di via Monte Rosa raccontato dall'"infiltrato" Occhio di Lince.

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Cari e affezionati lettori, a guardare la tivù e a leggere i giornali non ci si annoia mai. Il vostro Occhio di Lince ha trovato assai divertente l'intervista di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, a Repubblica: pontificava sui disastri di Alitalia. Boccia sarebbe piaciuto a Luigi Pirandello che di dissociazioni, visti molti dei suoi personaggi, se ne intendeva. E dire che di problemi in casa di cui occuparsi, con il Sole 24 Ore in dissesto, Boccia ne ha, invece di guardare ad Alitalia, dove Luigi Gubitosi l'8 maggio ha fatto fuori il povero, si fa per dire, Alessio Vinci (160 mila euro di stipendio più bonus), portavoce con carica di senior vice president sbarcato alla Magliana agli inizi del 2016.

LA COLLEZIONISTA DI POLTRONE. Su Vinci negli studi di Mediaset ne raccontano ancora delle belle, ma Occhio non ha voglia di inseguire ogni gossip o sentito dire. Invece la vostra Lince ha saputo per certo che già il 9 maggio nell'ufficio di Vinci si è insediata Costanza Esclapon. La signora, che di cognome completo fa Esclapon de Villeneuve e si dice ami collezionare borse di Hermes, allo steso modo colleziona poltrone e incarichi. Coincidenza vuole che, come il Paguro bernardo, vada ovunque va Gubitosi: è successo in Wind, poi in Rai, ora in Alitalia. E sapete qual era l'ultima seggiola occupata della signora Esclapon prima che fosse chiamata in Alitalia? Eh sì, ancora il Sole 24 Ore: e se qualcuno di voi si chiede se c'entri qualcosa il fatto che nel Consiglio di amministrazione siede l'onnipresente Gubitosi alzi la mano.

MOSCETTI FA SOGNI DI GLORIA. A proposito di Rai, indovinate chi sta facendo un pensierino alla poltrona da cui presto l’attuale amministratore Antonio Campo Dall’Orto dovrà sloggiare. Non lo immaginerete mai: proprio il duro e puro Franco Moscetti, il nuovo amministratore delegato del Sole 24 Ore di Boccia, il manager ex Amplifon che ama stare sui social, nei salotti e a cui il palcoscenico dell’editoria ha provocato una perniciosa sbornia da notorietà. Ebbene, Moscetti vorrebbe già andarsene da via Monte Rosa perché non ha fatto in tempo ad arrivare che subito è entrato in rotta di collisione con lo stesso Boccia.

L'ad del Sole, Franco Moscetti.

Come che sia, il giornale salmonato spunta ovunque io mi giri. Faremmo volentieri a meno di doverne parlare, anche perché alla casalinga di Voghera, che il prossimo anno voterà Beppe Grillo, non importa nulla delle sorti dei giornalisti di via Monte Rosa. Anche loro, in fondo, sono una casta. Ma è inutile: attorno al Sole 24 Ore girano tanti di quegli interessi, molti inconfessabili, che me lo ritrovo sempre tra i piedi. Per esempio, mi era venuta l'idea di andare a fare un giro dentro gli uffici di Alitalia per capire che succede, ma poi leggendo l'intervista a Boccia mi sono ricordato di una chicca che riguarda la nostra ex compagnia di bandiera. Sapete chi fece da mediatore tra la defunta AirOne e Airbus per comprare una flotta di aerei poi finiti ad Alitalia? L'ex presidente della Sea, gli aeroporti di Milano, Giorgio Fossa. E cosa fa oggi Fossa? Ma è il presidente del Sole 24 Ore, amici miei.

GENTILI S'ATTACCA ALLA POLTRONA. Butto il giornale nel cestino e accendo la tivù. E mi ritrovo ancora Boccia, messo sulla graticola da quei birbantelli di Report, che gli chiedono come abbia potuto non accorgersi delle malefatte che accadevano dentro al suo giornale. Il presidente di Confindustria ha balbettato risposte che non convincerebbero nemmeno un bambino di cinque anni. Ma per venire a più prosaiche questioni, è proprio nei corridoi del giornale, dove la vostra Lince si è intrufolata senza essere vista, che il clima è surreale. L'era di Roberto Napoletano è finita ma tutto sembra rimasto come prima. Di nuovo c'è che il neo - ma in realtà vecchio - direttore ad interim Guido Gentili va in giro a dire che lui resterà a lungo: hic manebimus optime. Del resto, in mezzo a tutto questo circo Barnum, cosa potrebbe dire di diverso? Vedremo.

CAIRO PUNTA ITALIA OGGI. Nel frattempo il 9 maggio Moscetti, che tanto vorrebbe andare in Rai, ha presentato la sua prima trimestrale da quando è arrivato in via Monte Rosa, che ha evidenziato un calo contestuale di perdite e ricavi rispetto al 2016. Ma tutta l'editoria soffre: ne sa qualcosa anche Paolo Panerai, editore del gruppo Class, grande amico di Diego Della Valle, oramai storico azionista del Corriere della Sera finito nelle mani di Urbano Cairo. A proposito di Cairo, presidente del Torino e proprietario di La7: sapete cosa mi ha spifferato un amico di Via Solferino? Che avrebbe fatto un'offerta proprio a Panerai per comprarsi Italia Oggi, il giornale giallo che fa concorrenza al giornale salmonato.

(*) Con questo “nom de plume” scrive su Lettera43.it un protagonista e osservatore delle più importanti partite del potere politico ed economico-finanziario italiano.

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