Commercianti 'poveri',reddito 22500 euro
9 Maggio Mag 2017 1645 09 maggio 2017

Studi di settore, commercianti in fondo alla classifica

I dati del dipartimento delle Finanze. Reddito medio di 22.500 euro. Professionisti ancora al top, per loro media da 44.300 euro.

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Professionisti al top negli studi di settore e commercianti al livello più basso. Secondo i dati del Mef sull'anno di imposta 2015, il reddito medio dichiarato più elevato si registra nel settore delle attività professionali (44.310 euro, +6,5% rispetto al 2014), seguito dal settore delle attività manifatturiere (37.440 euro, +15,5% sul 2014) e dal settore dei servizi (27.510 euro, +12,8%), mentre il reddito medio dichiarato più basso risulta nel commercio (22.510 euro, che comunque presenta l'aumento più evidente, pari al 18%).

COINVOLTI 3,4 MILIONI. L'applicazione degli studi di settore nel 2015 ha riguardato 3,4 milioni di soggetti (63,9% persone fisiche) in calo del 5,8% rispetto all'anno precedente a causa principalmente, spiega il ministero dell'Economia, dell'introduzione del nuovo regime forfettario, che non prevede l'applicazione degli studi di settore per i soggetti che hanno aderito a tale regime semplificato. A partire dall'anno d'imposta 2017, il decreto fiscale collegato alla manovra dello scorso anno ha inoltre previsto la soppressione della disciplina degli studi di settore e l'introduzione di indici sintetici di affidabilità per la promozione dell'osservanza degli obblighi fiscali. I ricavi/compensi totali dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, riferiti all'anno di imposta 2015, sono risultati pari a 718 miliardi di euro, con un lieve aumento rispetto al 2014 (+0,6%) e andamenti lievemente differenziati tra i settori: quello dei servizi mostra l'incremento maggiore (+1,3%), seguito dal settore delle attività professionali (+0,7%) mentre i settori del commercio e del manifatturiero mostrano aumenti contenuti (+0,1%).

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