I 400 colpi

Boccia Sole 24 Ore
11 Maggio Mag 2017 0942 11 maggio 2017

Il discorso che Boccia non farà

Tutto quello che il presidente di Confindustria non dirà al Consiglio generale riunito per decidere le sorti del Sole 24 Ore.

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Cari associati, cari colleghi,

siamo qui riuniti per decidere le sorti di un giornale che appartiene alla cultura di questo Paese, e di cui Confindustria è stata per decenni orgoglioso editore.

FALLIMENTO DIETRO L'ANGOLO. Siamo qui nel momento più difficile della sua storia , perché il Sole 24 Ore attraversa una crisi tale da minacciarne l’esistenza. I numeri ci dicono che, senza una massiccia iniezione di liquidità, il fallimento è cosa certa. Non sto qui a ripercorrere cause ed eventi che hanno portato a questa situazione. Le cronache di questi mesi vi hanno fornito un quadro esauriente, magistratura e autorità di controllo individueranno colpe e colpevoli.

SIAMO STATI PESSIMI EDITORI. Come presidente di Confindustria, penso che la nostra organizzazione debba assumersi la piena responsabilità di quanto è successo. Dolorosamente, e senza alibi. Se il Sole è ridotto in queste condizioni è perché da un certo punto in avanti siamo stati dei pessimi editori che hanno anteposto interessi di parte a quelli del giornale. Di cui abbiamo fatto un uso distorto, quasi sempre al servizio delle guerre interne che hanno dilaniato Confindustria contribuendo alla sua speriamo non irreversibile crisi di rappresentanza.

Il danno reputazionale è stato enorme. Come imprenditori, ci siamo sempre battuti in nome del libero mercato, del rispetto delle regole di concorrenza, della trasparenza e della sana gestione. Esattamente il contrario di quanto abbiamo fatto con il Sole, e ora capite quanto sia difficile continuare ed essere quanto sin qui siamo stati: coscienza critica di un sistema che la massiccia presenza della mano pubblica nell’economia ha pesantemente deteriorato.

Con che faccia oggi possiamo criticare la gestione di Alitalia, la vicenda Montepaschi, lo stato dei conti pubblici, se non siamo stati capaci noi di gestire il nostro giornale

Con che faccia oggi possiamo criticare la gestione di Alitalia, la vicenda Montepaschi, lo stato dei conti pubblici, se non siamo stati capaci noi di gestire il nostro giornale, se lo abbiamo lasciato marcire a tal punto che solo l’intervento della magistratura (e di ciò provo come credo tutti voi profonda tristezza e vergogna) ha fatto scoppiare il bubbone? Ebbene, ho molto riflettuto nei giorni che hanno preceduto questo decisivo incontro. E se pur tormentata, sono arrivato a una conclusione: dobbiamo separare i nostri destini da quelli del giornale, non possiamo più esserne l’editore. I motivi sono molteplici, ma ve ne cito due.

NON ABBIAMO RISORSE PER RILANCIARLO. L’aumento di capitale che l’assemblea sarà chiamata a deliberare, cui noi dobbiamo contribuire per 30 milioni, è un placebo somministrato al malato in agonia. Gli prolungherebbero la vita per qualche mese, ma poi saremmo di nuovo al suo capezzale. Non nascondiamoci dietro ipocrisie e orgogli d’altri tempi, come quello del mantenimento della maggioranza assoluta pena la lesa maestà: per raddrizzare la situazione occorrono risorse che noi non abbiamo. E partecipare a un aumento di capitale così congegnato vuol dire sprecare le poche che abbiamo.

La situazione del Sole è oggi la miglior riprova di quanto detto, è lo specchio di quella che è stata la nostra inettitudine

Ma ancora più importante è l’altro motivo. Fare gli editori in un settore in grande crisi è un mestiere complesso, che non può essere quello di un sindacato come il nostro. In più, abbiamo purtroppo ampiamente dimostrato di non saperlo fare. La situazione del Sole è oggi la miglior riprova di quanto detto, è lo specchio di quella che è stata la nostra inettitudine. Per salvare il salvabile, e ridare smalto a un marchio blasonato che ancora resiste nonostante tutti i tentativi di affondarlo, nonché tutelare coloro che ci lavorano con professionalità e passione, propongo di mettere in vendita il giornale.

SERVE UN EDITORE VERO, COME PER RCS. Aprire a coloro che sono interessati a gestirlo, mantenendo noi una quota simbolica per non recidere lo storico legame e continuare ad avere uno spazio che dia risalto alle nostre attività. La vicenda Rcs mi ha fatto molto riflettere sul fatto che quando è un editore vero a sostituirsi ad una litigiosa gestione condominiale le cose vanno inevitabilmente meglio. Credo che il Sole 24 Ore se vuole sopravvivere e rilanciarsi debba seguire quell’esempio nelle forme più consone. Cari associati, cari colleghi, è con questa amara e dura consapevolezza che vi invito a confrontarvi. Accade spesso nella vita che, per assicurare il bene di persone e cose a noi care, venga un momento in cui è necessario separarsene

Questo è il discorso che il presidente Vincenzo Boccia non farà al Consiglio generale di Confindustria convocato l'11 maggio per decidere le sorti del Sole 24 Ore .

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