Commissione Ue
11 Maggio Mag 2017 1027 11 maggio 2017

Previsioni Ue, la crescita dell'Italia rischia di essere la più bassa anche nel 2018

Pesano l'incertezza politica e le difficoltà del sistema bancario. Secondo la Commissione europea l'economia dovrebbe crescere dello 0,9% nel 2017 e dell'1,1% nel 2018.

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L'Italia rischia di rimanere il fanalino di coda della crescita europea anche nel 2018. Secondo le previsioni economiche di primavera della Commissione europea, infatti, appena pubblicate, il nostro è il Paese membro dell'Unione che cresce meno di tutti. Il Pil dovrebbe salire dello 0,9% nel 2017 e dell'1,1% nel 2018, ma «persistono le fragilità strutturali che già conosciamo», ha detto il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, presentando le ultime stime. Nella zona euro, al contrario, la crescita dovrebbe essere dell'1,7% quest'anno e dell'1,8% l'anno prossimo.

RISCHI AL RIBASSO DA POLITICA E BANCHE. A penalizzare Roma sono soprattutto l'incertezza politica e le difficoltà del sistema bancario, che secondo la Commissione «rappresentano rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'Italia». L'esecutivo comunitario ha snocciolato le cifre che fotografano l'andamento dei conti pubblici, al netto della prossima legge di Stabilità. Attualmente il deficit pubblico dovrebbe salire dal 2,2% del Pil nel 2017 al 2,3% nel 2018. Il debito, in compenso, dovrebbe scendere dal 133,1 al 132,5% del Pil. Ma il dato più preoccupante è quello che riguarda il disavanzo strutturale, perché rivela il ritardo italiano nel risanare le proprie finanze.

PARIGI NON RIDE. Se Roma piange, Parigi non ride. Il deficit della Francia per il 2017 è previsto infatti al 3%, in calo dal 3,4% del 2016 ma in peggioramento dal 2,9% delle previsioni d'inverno, a causa di «risultati inferiori alle attese su Stato e sicurezza sociale, in parte compensate dai surplus delle amministrazioni locali le cui spese hanno rallentato». L'economia francese dovrebbe crescere dell'1,4% nel 2017 e dell'1,7% nel 2018, in linea con le previsioni di febbraio. «Non stiamo mettendo sotto pressione la Francia, ma lavoriamo insieme perché gli impegni presi siano rispettati», ha detto Moscovici riferendosi al deficit, «il passaggio sotto il 3% è a portata di mano». Scendere sotto tale soglia consentirebbe alla Francia di uscire dalla procedura d'infrazione ed è «la prima volta dal 2007 che la Francia è al 3%».

LA GERMANIA RAFFORZA LA DOMANDA INTERNA. Per trovare la locomotiva economica dell'Unione europea occorre, come di consueto, guardare a Berlino. In Germania la crescita della domanda interna si è rafforzata nel 2016 e le importazioni sono aumentate più delle esportazioni, quindi «l'avanzo commerciale dovrebbe cominciare a diminuire gradualmente». La Commissione prevede inoltre una crescita delle spese correnti e un aumento della spesa per investimenti, che dovrebbero contribuire a ridurre l'avanzo primario. Il surplus scenderà allo 0,6% nel 2017 e allo 0,3% nel 2018. La crescita resta forte, con il Pil all'1,6% nel 2017 e all'1,9% nel 2018.

DISOCCUPAZIONE IN CALO NELL'EUROZONA. Guardando all'Eurozona nel suo complesso, la disoccupazione continua a scendere. Alla fine del 2017 dovrebbe calare al 9,4% per poi attestarsi all'8,9% nel 2018, il livello più basso dal 2009.

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