Etruria: bancarotta,per pm 21 a giudizio
Banche
12 Maggio Mag 2017 0924 12 maggio 2017

Etruria, un membro del governo chiese aiuto alla Popolare dell’Emilia Romagna

Secondo La Stampa un membro di peso dell'esecutivo guidato da Renzi nel 2015 chiese all'istiuto modenese per salvare la banca toscana.

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La lunga vicenda di Banca Etruria si arricchisce di un nuovo capitolo. Come scrive La Stampa nell'edizione del 12 maggio, un influente membro del governo chiese alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna di valutare un intervento per salvare la banca toscana.

CONTATTO NEL 2015. Il contatto tra «l'alto esponente» del governo Renzi e i vertici della banca modenese risalirebbe al 2015. Il giorno della richiesta e quello successivo il colloquio viene riportato anche da alcuni ex esponenti aziendali di Etruria legati a quelli di Bper dall'appartenenza alle banche popolari. Una delle fonti del giornale piemontese conferma che proprio la Popolare emiliana era una delle candidate a prenderci l'Etruria della quale conosceva debolezze e potenzialità.

L'EX PRESIDENTE NEGA. All'epoca dei fatti il presidente della Bper era Ettore Caselli che ha però negato di aver ricevuto pressioni: «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente» ha raccontato alla Stampa. Questo nuovo contatto tra membri del governo e i vertici degli istituti bancari italiani fa seguito alle rivelazioni di Ferruccio de Bortoli che nel suo libro «Poteri forti (o quasi)» raccontava che la Boschi chiese all’ad di Unicredit Federico Ghizzoni di interessarsi alla vicenda.

INCONTRO TRA ETRURIA E UNICREDIT. Il quotidiano torinese ha ricostruito anche un incontro tra Lorenzo Rosi, presidente di Etruria dal 2014 fino al commissariamento, e Ghizzoni per sottoporre una possibile acquisizione da parte di Unicredit. Il legale di Rosi ha confermato l'incontro dicendo però che è avvenuto a novembre e non a gennaio e che è avvenuto nella sede dell'Unicredit di piazza Gae Aulenti.

MEDIOBANCA MEDIO' SOLO CON FONDI ESTERI. L'incontro sarebbe stato favorito da Mediobanca, che all'epoca dei fatti era consulente di Etruria (da agosto 2014) per la trasformazione in spa e per la ricerca di un partner. Ma l'istituto di Piazzetta Cuccia ha fatto sapere di «non aver avuto nessun ruolo nell’incontro e di non esserne stata a conoscenza». Mediobanca ha raccontato che durante la sua consulenza le uniche manifestazioni di interesse per la banca toscana furono di fondi speculativi e banche estere.

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