Terremoto: M5S, Bruxelles frena su aiuti
16 Maggio Mag 2017 2045 16 maggio 2017

Bruxelles, le regole sui conti restano ma le correzioni slittano

Tra la linea degli intransigenti e quella dei flessibili, in Commissione passa la linea dell'attesa. Per la prima volta nelle raccomandazioni economiche agli stati membri non verrà indicato l'aggiustamento dei conti.

  • ...

Non è un cambiamento delle regole ma è un altro passo avanti verso un allentamento dei vincoli sui conti pubblici. La Commissione europea ha deciso che, per la prima volta, non indicherà nelle raccomandazioni economiche in arrivo la prossima settimana il nuovo target di aggiustamento dei conti 2018, ma questo sarà definito assieme ai Paesi con un negoziato che parte oggi e finirà in autunno.

DECISIONE DOPO UN COMPROMESSO EUROPEO. La decisione è frutto di un compromesso che fonti definiscono "tipicamente europeo", tra i commissari che volevano rivedere le regole della 'Matrice' (Matrix) con cui si calcolano le richieste di aggiustamento o, e quelli che invece volevano lasciarle invariate per non rischiare di approfondire le divisioni in Europa con una decisione che molti in Ecofin avrebbero giudicato unilaterale.

UN COLLEGIO DURATO TRE ORE. Il compromesso è stato raggiunto dopo una lunga riunione del collegio dei commissari, durata oltre tre ore. La questione da affrontare era molto delicata: Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno inviato qualche settimana fa una lettera alla Commissione chiedendo di rivedere i criteri di valutazione dei conti. Perché la 'Matrice', come è ora, penalizza i Paesi più deboli invece di aiutarli a risolvere i problemi.

SUL PIATTO 10 MILIARDI. Le richieste di correzione si basano su un parametro molto arbitrario, secondo i quattro, cioè l'output gap, che l'Italia da anni chiede di rivedere. I commissari dovevano quindi decidere se andare incontro alle richieste dei quattro oppure applicare la 'Matrice', caricando l'Italia ed altri Paesi ancora con problemi del fardello di un aggiustamento strutturale dello 0,6%, cioè dieci miliardi in più sulla manovra 2018. Lo 0,6% è infatti il target richiesto per i Paesi in 'tempi normali', cioè quando l'output gap è tra -1,5 e 1,5.

I FALCHI QUIETATI PER AIUTARE ITALIA E SPAGNA. Contrari alla revisione unilaterale delle regole sono il responsabile della crescita Katainen, del bilancio Oettinger e dell'euro Dombrovskis. Quest'ultimo, però, è sempre stato aperto a trovare una soluzione pragmatica, caso per caso, per quei Paesi ancora indietro sulla crescita, come l'Italia, o afflitti dalla disoccupazione, come la Spagna.

PROBLEMA SOLO RIMANDATO. A favore di una modifica immediata delle regole sono invece i socialisti Pierre Moscovici, Federica Mogherini, Frans Timmermans (che però non era presente), e la 'fascia Sud', ovvero lo spagnolo Canete e il portoghese Moedas. Questi ultimi avrebbero voluto che lo 0,6% della Matrice fosse dimezzato a 0,3%. Alla fine si è trovato un compromesso che non scontentasse nessuno. La 'Matrice' non si rivede, però nelle raccomandazioni di mercoledì 24 maggio non ci sarà né la richiesta di una correzione esplicita dello 0,6% né la concessione di una correzione 'mitigata' dello 0,3%. L'idea è che si prosegua con il dialogo, tanto c'è tempo fino ad ottobre per definire la nuova richiesta. Ci si arriverà quindi con una trattativa, e nel frattempo "molto può succedere" indicano le fonti. Soprattutto si supereranno le elezioni tedesche di settembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati