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16 Maggio Mag 2017 1705 16 maggio 2017

Leonardo-Finmeccanica, gli imbarazzi russi su Profumo

Il futuro ad della nostra holding della Difesa è da 6 anni supervisore di Sberbank, prima banca di Mosca. Che figura nella blacklist di Usa e Ue. E il nome dell'ex Mps compare nei cable di Wikileaks. Il caso.

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Da mesi si discute sulle possibili interferenze che la Russia di Vladimir Putin potrebbe avere sulla politica in Italia. Da ultimo è stata La Stampa che ha riportato un retroscena dell'incontro di Milano tra l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e l'ex premier Matteo Renzi, dove il secondo avrebbe mostrato preoccupazione per le interferenze dello zar a favore del Movimento 5 stelle sulle nostre elezioni politiche del 2018.

COME LA NOSTRA INTESA. Del resto è da molto tempo che la Russia aleggia come spauracchio sull'Europa e sugli Stati Uniti, tanto che la presidenza americana di Donald Trump deve difendersi dalle accuse di aver passato informazioni riservate al Cremlino. In questo clima di sospetti sull'influenza russa nella politica del nostro Paese, a qualche azionista e attento osservatore del mondo di Leonardo-Finmeccanica sembra alquanto particolare la decisione che il prossimo amministratore delegato dell'azienda - voluto dal ministero del Tesoro insieme con Renzi e l'attuale presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - sia Alessandro Profumo, tutt'ora nel supervisory board di Sberbank, la prima banca russa - praticamente come la nostra Intesa SanPaolo.

DI FATTO UNA BANCA DI STATO. Sberbank è di proprietà al 51% della Banca centrale della Federazione russa, quella che stampa i rubli come la Bce di Mario Draghi gli euro. Si tratta di fatto della banca di Stato. D'altra parte Sberbank finanzia il 50% dei crediti forniti all'industria della difesa russa: nello specifico ha finanziato il nuovo caccia Sukhoi.

Sberbank è dal 2014 nella blacklist di Stati Uniti, Canada, Unione Europea, Svizzera, Norvegia e Australia, tutti Paesi con cui Leonardo vanta commesse e progetti

Ebbene sì, l'ex numero uno di Unicredit e di Monte dei Paschi di Siena siede dal 2011 in quello che è considerato il consiglio del consiglio di amministrazione, ossia supervisiona il buon funzionamento del board principale. Nel suo curriculum, presentato e reperibile sul sito di Leonardo-Finmeccanica, c'è scritto che la carica in Sberbank è destinata a cessare il 26 maggio 2017, in concomitanza con l'assemblea della banca.

INCARICO RINNOVABILE ANNUALMENTE. In teoria, dal momento che l'incarico è rinnovabile di anno in anno, solo allora si saprà se davvero sarà riconfermato oppure abbandonerà il ruolo per dedicarsi esclusivamente alla nostra holding della Difesa. Più che altro c'è chi si domanda come l'incarico di Profumo sia stato accolto dalla diplomazia americana, ma pure da quella europea. Il motivo è semplice. Oltre alle sanzioni, Sberbank è dal 2014 nella blacklist di Stati Uniti, Canada, Unione Europea, Svizzera, Norvegia e Australia, tutti Paesi con cui Leonardo vanta commesse e progetti.

ARRIVATO L'OK ALL'INGRESSO NEL CDA. Non solo. Il nome di Profumo legato a Sberbank compare pure nei cable di Wikileaks dell'intelligence Usa che evidentemente monitora i suoi movimenti da anni, di sicuro da quando è entrato nell'istituto di credito moscovita. D'altra parte è incominciato l'iter che deve portare il banchiere genovese sullo scranno più importante di piazza Montegrappa: l'assemblea degli azionisti ha congedato Mauro Moretti, approvando il bilancio 2016. E gli azionisti hanno dato l'ok all'ingresso di Profumo nel consiglio di amministrazione.

Le polemiche intorno all'ex Unicredit-Mps continuano da settimane. Come già scritto, il governo Gentiloni con apposito decreto ha smontato possibili rilievi di onorabilità nei suoi confronti. Ci sono i rinvii a giudizio nelle procure, ma soprattutto c'è chi critica il profilo professionale del banchiere, non adatto a dirigere un'azienda che vende sistemi di difesa e sicurezza all'estero.

RESTA IL NODO DEL DIRETTORE GENERALE. Profumo ha parlato poco in queste settimane, soprattutto pubblicamente. Però, a quanto risulta a Lettera43.it, avrebbe già incontrato a più riprese alcuni dirigenti del gruppo per iniziare a impostare il lavoro. Il nodo resta la scelta del direttore generale, con la possibilità che quel ruolo così delicato possa andare a un manager conosciuto nel settore che possa occuparsi dei casi diplomatici più spinosi, tra cui appunto gli Stati Uniti. Ma a quanto pare Profumo vuole aspettare qualche mese prima di scegliere.

Cosa ne pensa Renzi della decisione a mio parere eticamente irricevibile, politicamente insostenibile e industrialmente incomprensibile con cui il ministro Padoan ha designato Profumo per Leonardo?

Giuseppe Bivona del fondo Bluebell di Londra

Nel frattempo Giuseppe Bivona del fondo Bluebell di Londra, dopo le lettere al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, è tornato a scrivere, questa volta al nuovo (vecchio) segretario del Partito democratico Matteo Renzi. «Desidero conoscere il suo punto di vista su un'altra questione su cui - a differenza della vicenda Boschi ancora tutta da chiarire - "la verità" è già nota, ovvero la decisione (a mio parere eticamente irricevibile, politicamente insostenibile e industrialmente incomprensibile) con cui il ministro Padoan ha designato l'ex banchiere per il consiglio di amministrazione di Leonardo».

«SERVE UNA RISPOSTA PUBBLICA». Bivona prosegue: «Dopo aver ascoltato le sue belle parole sul caso Boschi, mi riesce difficile immaginare come il suo partito possa astenersi dal votare la mozione di sfiducia che è stata presentata contro il ministro, a meno di assumersi il costo politico di sottoscriverne il poco condivisibile operato. La pregherei pertanto di far conoscere il suo autorevole pensiero sull’argomento prima che il Mef eserciti il voto all’assemblea di Leonardo Spa il 16 maggio. La prego gentilmente di rispondere in forma pubblica - esattamente come ha fatto intervenendo sul caso Boschi - onde evitare pettegolezzi».

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