Dai che è verde

Avocado
17 Maggio Mag 2017 0800 17 maggio 2017

Ci avete rubato il futuro, lasciateci almeno l’avocado

In Australia i 30enni sono accusati di spendere i soldi in toast al guacamole invece di comprare casa. Insurrezione hipster. Ma tra deforestazione e cartelli messicani, forse il super frutto non è così eco.

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«Il super frutto dell’anno, un modo di vivere ecologico, salutista, brillante, alternativo, una filosofia»: neanche all’Avvocato La Stampa ha dedicato un panegirico come quello che elevava all’avocado, la sintesi vegetale del salutismo foodpornografico, protagonista su Instagram e Pinterest in mille versioni, dalla crema al canapé, dall’insalata alla maschera di bellezza e, insieme alla barba (quando non addirittura impigliato nella barba), emblema internazionale del lifestyle hipster.

BAMBOCCIONI ALLA FRUTTA. E proprio per questo, dalla parte opposta del mondo, il frutto della salute è diventato il pomo della discordia: sarebbe l’avocado-dipendenza, non la crisi degli alloggi, a trasformare i Millennial australiani in bamboccioni all’italiana, a 30 anni ancora installati a casa di mamma. Ad aprire il fuoco è stato il demografo Bernard Salt: «Vedo giovani al bar ordinare toast all’avocado che costano 22 dollari l’uno. Alla loro età non farebbero meglio a metter via quei soldi per comprarsi una casa?». Gli ha fatto eco il 35enne immobiliarista miliardario Tim Gurner: «Quando da giovane volevo acquistare la mia prima casa non spendevo 19 dollari per una mousse di avocado. Lavoravo dalle sei e mezza del mattino alle dieci e mezza di sera».

Un'insalata al guacamole.

Morale: se i ragazzi oggi buttano via i soldi in moccaccini e avocado anziché lavorare sodo, la casa non se la compreranno mai. La polemica, sintetizzata in «Millennial, o la casa o l’avocado», è rimbalzata su siti e quotidiani inglesi e americani, provocando una insurrezione di hipster e Millennial al grido di «ci avete rubato il futuro e ora volete toglierci pure l’avocado».

RIVALUTIAMO LA VECCHIA MELA. E si capisce: oberati dai debiti universitari (35 mila dollari il fardello medio negli Usa) in un mondo del lavoro che li vuole automi atomizzati in perenne movimento da un contratto a tempo indeterminato all’altro, sentirsi rinfacciare qualche dollaro di guacamole gli fa girare tantissimo le palle. Intanto in Messico intere regioni vengono deforestate e convertite alla monocoltura avocadesca (che consuma più acqua dei bovini), governata da cartelli malavitosi il cui ultimo interesse è la prosperità dei contadini. Senza nulla togliere alle virtù dell’avocado, forse come «modo di vita ecologico, salutista, brillante, alternativo, una filosofia» andrebbe rivalutata la cara vecchia mela.

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