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18 Maggio Mag 2017 1540 18 maggio 2017

Autostrade, l'Ue mette nel mirino la concorrenza zero dell'Italia

Bruxelles deferisce Roma per la Civitavecchia-Livorno. Dopo una serie di richiami inascoltati. Dagli affidamenti al gruppo Gavio alla concessione dei Benetton che scade nel 2038: la lunga lista di casi limite.

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da Bruxelles

Abbiamo perseverato, nonostante richiami, discussioni, contatti serrati per anni. E così ora gli affidamenti diretti della gestione degli oltre 3 mila chilometri delle autostrade italiane sono sotto la lente della Commissione europea. Il 17 maggio lo Stato italiano è stato deferito alla Corte di giustizia per non avere messo a gara la realizzazione dei lavori della Civitavecchia-Livorno, prorogando la concessione alla Sat - Società autostrada tirrenica Spa, attualmente partecipata al 99% dall'Atlantia dei Benetton. E l'esecutivo Ue ha già annunciato che sta valutando una serie di altri contratti.

PROROGHE IN SERIE. Il deferimento per la A12 non deriva dalle ultime norme europee, ma addirittura da una direttiva (mai rispettata) del 2004 sugli appalti pubblici che chiede bandi di gara trasparenti e vieta l’affidamento dei lavori in house. La prima concessione (trentennale) della autostrada toscana scadeva nel 1999. Ma di proroga in proroga, l'ultima siglata nel 2009, la fine della concessione è slittata al 2046. Il tutto affidato direttamente alla Sat, allora partecipata da un gruppo variegato di azionisti tra cui il gruppo Caltagirone, tramite la Vanini Lavori Spa, il raggruppamento di cooperative della Holcoa, tra le quali la Cmc di Ravenna, l'Autostrada ligure toscana riferibile al gruppo Gavio, la banca Monte Paschi di Siena e Atlantia Spa dei Benetton. Così la Sat strappò altri 18 anni per concludere lavori che non sono mai finiti e che non finiranno mai – il progetto è stato definitivamente archiviato dal governo: dei 242 chilometri previsti inizialmente (nel 1969) ne sono stati realizzati solo 56, ma il gestore, solo a guardare i dati riassunti nell'ultimo rapporto di vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero dei Trasporti, ha incamerato utili dell'8%.

RICHIAMI INASCOLTATI. Per mettere fine alla situazione di stallo e frenare la litigiosità della compagine azionaria, a settembre 2015 Atlantia era divenuta socio quasi unico di Sat, salendo al 99% del capitale. Eppure ancora una volta le violazioni delle regole europee non erano state prese in considerazione. «In merito alle osservazioni della Commissione europea», si leggeva nel comunicato diffuso allora da Atlantia, il concessionario (che dal 2012 è diventato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ndr) ha inviato a Bruxelles «un progetto che prevede la proroga della concessione al 2043». E «l’eventuale completamento dei lavori da mettere in campo». Insomma, un "me ne infischio" alle regole europee.

L’Unione europea aveva avvertito più volte l’Italia del mancato rispetto delle norme. Le procedure di infrazione infatti sono pensate come un’opportunità di correggere la strada e danno agli Stati membri molto tempo per adeguarsi. A ottobre 2014 aveva inviato un parere motivato, l'ultimo step della procedura prima di arrivare direttamente al deferimento ai giudici di Lussemburgo. Ma non c'era stato niente da fare, nonostante tra Roma e Bruxelles ci fossero state «discussioni serrate», come le ha definite la Commissione. Alla fine il 17 maggio l’esecutivo Ue non ha potuto far altro che «ricordare all’Italia che tutti gli operatori economici devono avere pari possibilità di partecipare a una gara d'appalto e di aggiudicarsi un appalto». E che «una proroga di una concessione equivale a una nuova concessione». E dunque deve essere messa a gara.

TARIFFE ALLE STELLE. E adesso la situazione è arriva al limite. Finora, infatti, in campo autostradale le normali procedure di appalto si contano sulle dita di una mano. Quando la società Autostrade è stata privatizzata, come spiegava un'indagine conoscitiva della Banca d'Italia, tutte le concessioni sono state innalzate e nei successivi quattro anni sono arrivate proroghe in serie, anche superiori ai trent'anni. Chi ha ottenuto l'affidamento ha in sostanza vinto alla lotteria. Secondo i dati di Via Nazionale, il pedaggio autostradale genera ricavi per medi per più di 1,1 milioni di euro: lo Stato ne incassa 300 mila, mentre le concessionarie, tra cui Benetton che gestisce oltre 2 mila chilometri della rete, 850 mila. Dal 1993 al 2012 i loro guadagni sono più che raddoppiati. Solo sulla Civitavecchia-Livorno, per esempio, dai primi Anni 90 le tariffe sono cresciute di oltre il 26%, quando l'aumento dell'inflazione era al 9.

L'idea di fondo del concessionario, e quindi fino a cinque anni fa l'Anas, è sempre stata far incamerare molti soldi allo Stato velocemente, con concessioni lunghe che però avrebbero dovuto implicare investimenti significativi. Un modello che non ha portato i risultati sperati, secondo Bankitalia, anche per il fatto che non è stato mai selezionato tramite una libera concorrenza «il soggetto maggiormente in grado, con minori costi e più elevata qualità, di svolgere quei compiti». Eppure i governi che si sono succeduti hanno proseguito dritti per l'autostrada, si potrebbe dire. Fino a che l'esecutivo Ue non li ha costretti a invertire la rotta.

UE E ITALIA SU CORSIE OPPOSTE. Nel 2014, lo stesso anno in cui veniva inviato il parere motivato sul caso della A12, Bruxelles e l'Italia andavano in direzioni opposte. Da una parte l'Ue emanava una direttiva ancora più stringente sulle proroghe alle concessioni: quelle superiori ai 5 anni possono essere giustificate solo se indispensabili a rientrare dell'investimento iniziale. Dall'altra lo Sblocca Italia permetteva i rinnovi. Tutto da rifare, dunque, per l'esecutivo. Che si è adeguato alle norme Ue con il nuovo codice degli appalti promulgato nella primavera del 2016. E che finalmente, secondo quanto annunciato dal ministero dei Trasporti, metterà a gara diversi tratti, a partire dalla Torino-Milano.

TANTI CASI LIMITE. Tuttavia, senza un intervento complessivo, la lista di casi su cui l'Ue potrebbe intervenire è lunga. Solo il gruppo Gavio, ad esempio, ha ottenuto nel 2007 la proroga fino al 2019 per la Salt - Società autostradale ligure toscana, nel 2011 fino al 2021 per l'autostrada dei Fiori. La concessione per gli oltre 2 mila chilometri gestiti da Autostrade per l'Italia - sempre Benetton - è stata rinnovata nel 2012 e scade nel 2038, tempo decisamente sufficiente per una procedura di infrazione.

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