Dai che è verde

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19 Maggio Mag 2017 0908 19 maggio 2017

Come nelle favole di Andersen, una strega di nome Crisi ha fatto sparire la borghesia

Non sappiamo se è addormentata o giace in una bara di cristallo in attesa di un salvatore. La cosa certa è che per l'Istat è stata sostituita da una moltitudine di attempati precari.

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Saranno tristi le favole di Andersen, ma anche quella che ci racconta l’Istat non scherza: proprio adesso che principi e principesse in tutto il mondo sposano cenerentoli borghesi, una strega di nome Crisi, più cattiva di Maleficent e Crimilde messe insieme, ha fatto sparire la borghesia. Ancora non sappiamo se la classe media è addormentata in qualche bosco o giace in una bara di cristallo in attesa di un salvatore; la cosa certa è che nel rapporto annuale Istat non c’è, sostituita da una moltitudine di attempati precari che si fanno pagare le bollette dai genitori pensionati.

SI AVVERA LA PROFEZIA DI LOLLI. Da noi il processo di estinzione della borghesia è molto avanzato, ma la tendenza è ravvisabile in tutto l’Occidente, dove da almeno trent’anni i ricconi si arricchiscono e i non ricconi non solo si impoveriscono, ma si rimbecilliscono e votano gente come Berlusconi e Trump, che peggiorano le cose. Claudio Lolli non vede più da un pezzo zingari felici, specie in Italia, ma ha la soddisfazione di vedere realizzata la profezia di un’altra sua storica canzone, «Vecchia piccola borghesia, il vento un giorno ti spazzerà via», anche se non è il vento della rivoluzione proletaria, come sognava il cantautore bolognese, bensì quello del turbo capitalismo. E presto fra i poveri monarchi scatterà l’allarme matrimoniale, e nei rotocalchi il panico da mancanza di love-story interclassiste.

Da almeno trent’anni i ricconi si arricchiscono e i non ricconi non solo si impoveriscono, ma si rimbecilliscono e votano gente come Berlusconi e Trump

Le favole di Kate, la brillante figlia di self-made-man che diventa regina d’Inghilterra o del principe dell’addominale che dice sì alla figlia del re di Svezia, saranno solo un ricordo. Senza più borghesi impalmabili, principi e aristocratici dovranno tornare a sposarsi fra loro, come nella società altomedioevale in cui c’erano i nobili, il clero e un’immensa plebe di faticatori e derelitti. Ma si sa a cosa portano i matrimoni dinastici fra schiatte sempre più imparentate fra loro: rivedremo sui troni d’Europa gobbi, matti, nani e tarati assortiti. La differenza è che in passato ci pensavano grandi pittori come Holbein e Velazquez a cancellare i loro difetti, mentre ora bisognerà accontentarsi di Photoshop.

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