Marchionne Trump
19 Maggio Mag 2017 1500 19 maggio 2017

Dieselgate, Fca potrebbe pagare meno di un miliardo negli Usa

Volkswagen per la frode sulle emissioni versò 4,3 miliardi. Fiat Chrysler ha un quinto delle auto coinvolte. Può cavarsela con 760 milioni. Però deve patteggiare. E il governo perderebbe la faccia di fronte all'Ue.

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da Bruxelles

Il primo responso è atteso per il 24 maggio 2017: di fronte a un giudice federale della California è in programma l’udienza per dirimere le cause presentate da privati automobilisti, rigorosamente ambientalisti come si addice alla new age della Silicon Valley, contro Fiat Chrysler per violazione delle leggi sulle emissioni. Se non si trovasse l’accordo, l’azione passerebbe al Dipartimento di giustizia americana. E allora l’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne capirà quanto i rapporti con l’amministrazione Trump - con cui, ha dichiarato, «si troverà una soluzione» - avranno dato o meno frutti.

IPOTESI INCUBO: 4,6 MILIARDI DI MULTA. A gennaio l’Epa, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana, ha rivelato che le sue indagini hanno stabilito che 104 mila veicoli tra Jeep Grand Cherokee e pick-up Dodge Ram 1500 violavano le norme Usa sulle emissioni. E sempre l’Epa ha ipotizzato l’ammontare dell’eventuale multa per ogni vettura: 44.539 dollari. Moltiplicati per il totale delle auto si arriva a 4,6 miliardi di dollari. Ma il valore non è realistico e basta guardare al caso della Volkswagen.

Volkswagen è stata condannata per aver frodato i test dell'Epa sulle emissioni applicando al motore device capaci di abbassare il livello di inquinanti prodotti proprio nelle condizioni di realizzazione dei test di omologazione. Fiat Chrysler è accusata di aver installato otto dispositivi che in base a temperatura, velocità, marcia e altri fattori bloccano il sistema di controllo della produzione di ossidi di azoto aumentandone la produzione in certe condizioni di guida della vettura. In più, secondo l'Epa, nei modelli immatricolati tra 2014 e 2016 sarebbero stati predisposti dei timer che controllano proprio i sistemi di emissione.

MARCHIONNE NON AMMETTE LE COLPE. Ma mentre la casa automobilistica tedesca ha ammesso le sue colpe - e infatti è stata condannata per associazione a delinquere, truffa e ostacolo alla giustizia -, Marchionne ha parlato semplicemente di errori di comunicazione. In sostanza la tesi di Fca è che i dispositivi dovevano essere segnalati all'Epa, ma che il loro obiettivo non era truffare i test. Secondo la società italiana dunque le vicende non sono comparabili e lo stesso peraltro sostiene il nostro ministero dei Trasporti nella disputa con l'Unione europea. Poco importa che le emissioni inquinanti restino. Bisognerà capire se il giudice sarà della stessa opinione: al contrario dei software che regolano le emissioni, infatti, secondo l'agenzia Usa i timer non possono servire a proteggere il motore.

Per la truffa Volkswagen ha pagato 2,8 miliardi di dollari dopo il patteggiamento in sede penale, più 1,5 miliardi in sede civile: totale di 4,3 miliardi di dollari

Un'altra differenza, e assai meno discutibile, è il numero di veicoli coinvolti. In tutto 475 mila cittadini americani avevano in garage le Volkswagen, le Porsche e le Audi truccate. I veicoli manipolati dalla casa tedesca negli Usa sono 590 mila, cioè più di cinque volte le vetture Fca. Per la truffa Vw ha pagato 2,8 miliardi di dollari dopo il patteggiamento in sede penale, più 1,5 miliardi in sede civile: totale di 4,3 miliardi di dollari. Considerando la multa a vettura, si ottiene, come ha scritto il blogger finanziario Duane Bair, un costo di 7.300 dollari.

IL MINISTERO DEI TRASPORTI COSA DIRÀ? Quindi se i giudici ritenessero che il comportamento di Fca sia paragonabile a quello di Volkswagen dovrebbero costringerla a pagare circa 760 milioni di dollari. Molto potrebbe ovviamente dipendere da come reagirà Fca, che potrebbe ammettere le colpe per ottenere un patteggiamento. Peccato che a a quel punto la posizione del ministero dei Trasporti italiano di fronte alla commissione europea sarebbe meno sostenibile.

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