Centesimi
19 Maggio Mag 2017 2207 19 maggio 2017

Verso l'abolizione delle monetine da uno e due centesimi

Governo e maggioranza sembrano compatti nel dire addio alle micromonteine. L'autore dell'emendamento pensa a un modo per arrotondare gli scontrini che però resteranno invariati coi bancomat.

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Una "montagna" di oltre 6 miliardi di monetine da uno o due centesimi. Sono quelle che hanno "appesantito" le tasche degli italiani dall'ingresso nell'euro nel 2002 e che dal prossimo anno potrebbero iniziare lentamente a sparire. Se passerà l'emendamento del Pd alla manovra, dal primo gennaio 2018 infatti sarà "sospesa" l'emissione delle monete da 1 e 2 centesimi che, secondo le stime, hanno un costo di produzione sproporzionato rispetto al loro valore.

NIENTE ARROTONDAMENTO COL BANCOMAT. Se i centesimi non saranno più prodotti, ha spiegato il primo firmatario della proposta Sergio Boccadutri, questo non significa che quelle in circolazione non avranno più valore o non si potranno più usare. Non solo, per i pagamenti con le carte (bancomat, carte di credito, ecc) i prezzi resteranno al centesimo. Mentre per i pagamenti cash verrà studiato un meccanismo di arrotondamenti che non penalizzi i consumatori.

TUTTO VERRA' COMPENSATO. Il deputato dem sta lavorando a una riformulazione in questo senso del suo emendamento, prevedendo anche controlli ad hoc degli effetti della norma. Gli effetti inflattivi, aggiunge il deputato, si annullerebbero «perché l'arrotondamento avverrebbe comunque sul totale dello scontrino, e a volte per eccesso a volte per difetto».

IL TAGLIO FARA' RISPARMIARE 20 MLN. A fine 2016, secondo i dati pubblicati sul sito della Banca d'Italia, le emissioni nette (cioè la differenza tra le monetine emesse e quelle versate a via Nazionale) nei primi 15 anni dell'euro (dal 2002 al 2016) ammontano a 3,526 miliardi di monete da 1 centesimo e 2,781 miliardi di monetine da 2 centesimi. Con costi non indifferenti per lo Stato, visto che, secondo gli ultimi dati prodotti sempre da Boccadutri per una mozione presentata già nel 2013, considerando anche i 2 miliardi di monete da 5 centesimi, i costi arrivavano a circa «362 milioni di euro, a fronte di un valore reale di 174 milioni», considerando che i costi per ogni moneta da 1 cent «ammonterebbero a 4,5 centesimi; quelli di ciascuna moneta da due centesimi a 5,2 cent; quelli di ciascuna moneta da 5 centesimi a 5,7». Lo stop al conio delle monetine, spiega il deputato, varrebbe un risparmio di circa «20 milioni l'anno».

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