Messina
24 Maggio Mag 2017 1347 24 maggio 2017

Banche venete, Messina: «Basta perdere soldi privati»

L'ad di Intesa Sanpaolo: «Evitiamo di infilarci in meccanismi in cui la burocrazia ci mette più tempo rispetto alla realtà delle aziende».

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Serve un miliardo dai privati per evitare il bail-in delle banche venete? L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, non è d'accordo. «Ma chi lo dice? Bisogna proprio cambiare il paradigma», ha affermato l'uomo al comando del principale istituto di credito italiano, a margine dell'assemblea di Confindustria. «Francamente, partirei dal presupposto che i privati hanno già perso o stanno perdendo soldi».

Il messaggio è chiaro: Banca Intesa, attraverso il fondo Atlante, non intende tirar fuori ulteriori risorse per l'aumento di capitale con cui garantire l'intervento pubblico in grado di "salvare" Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca dal bail-in, la procedura che prevede l'esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti, e correntisti nella risoluzione del dissesto finanziario.

«Evitiamo di infilarci in meccanismi in cui la burocrazia ci mette più tempo rispetto alla realtà delle aziende», ha detto ancora Messina, altrimenti «non basteranno neanche i soldi dell'intervento pubblico». Non è la prima volta che l'ad di Intesa Sanpaolo prova a chiudere il rubinetto rispetto alle necessità delle banche venete. A marzo 2017, ai giornalisti che gli chiedevano se il fondo Atlante intendesse mettere soldi nell’aumento di capitale Popolare di Vicenza e Veneto Banca, aveva detto: «Atlante è pronta a comprare le sofferenze. Francamente mi sembra che più di quello che ha fatto non possa fare».

Parole pesanti, che vengono dal maggior contribuente di Atlante insieme a Unicredit, con 845 milioni di euro versati.

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