Ilva: rientro 1.3 mld, firma entro 24/5
26 Maggio Mag 2017 1432 26 maggio 2017

Ilva, la cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia verso l'aggiudicazione

Il prezzo dovrebbe essere di poco inferiore ai 2 miliardi di euro. La graduatoria delle offerte è stata consegnata al governo dai commissari straordinari.

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La notizia non è ancora ufficiale, ma secondo fonti vicine al dossier la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia si sarebbe aggiudicata lo stabilimento dell'Ilva di Taranto. La graduatoria delle offerte è stata consegnata al governo dai commissari Corrado Carruba, Pietro Gnudi ed Enrico Laghi, che hanno formulato la proposta di aggiudicazione in favore del consorzio. La decisione finale, attesa nei prossimi giorni, spetterà al ministero dello Sviluppo economico.

LE DUE CORDATE CONTENDENTI. Gli elementi valutati sono il prezzo, che dovrebbe essere di poco inferiore ai 2 miliardi di euro, l'impatto ambientale e il piano industriale. Per l'acciaieria erano state presentate due offerte. Quella di ArcelorMittal-Marcegaglia, per l'appunto, e quella del gruppo indiano Jindal, che vedeva la partecipazione di Arvedi, Cassa depositi e prestiti e della Delfin, la finanziaria di Leonardo Del Vecchio.

L'IMPORTANZA DEL PIANO AMBIENTALE. Le due cordate, nel presentare le loro offerte, hanno dovuto indicare anche il piano di risanamento ambientale adeguato alle prescrizioni dettate dal ministero dell'Ambiente, il piano industriale e la somma da versare per l'affitto e il successivo acquisto dell'azienda. La cordata vincitrice avrà 30 giorni di tempo per chiedere l'approvazione del proprio piano ambientale, che avverrà con un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Su questo fronte Arcelor-Mittal prevede «l’impiego di nuove tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica, tra cui la cattura e l'utilizzo del carbonio».

I PUNTI IN COMUNE TRA LE DUE OFFERTE. Tra le offerte delle due cordate ci sono affinità e divergenze. Sia ArcelorMittal, sia Jindal, puntano infatti a raggiungere il pareggio di bilancio nella gestione dell'Ilva entro tre anni dall'aggiudicazione ed entrambe intendono partire con una produzione di 6 milioni di tonnellate d'acciaio, da realizzare a Taranto con l'attuale ciclo integrale, dal minerale al prodotto finito.

IL NODO DELLA RICONVERSIONE. Le differenze riguardano le modalità produttive. ArcelorMittal, per esempio, vuole rinunciare all'altoforno numero 5, fermo da marzo 2015, mentre Jindal si era proposta di rimetterlo in funzione. Jindal credeva molto nella riconversione dell'Ilva attraverso il gas e i forni elettrici, ipotesi condivisa anche dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Mentre ArcelorMittal non ritiene conveniente l'utilizzo del gas, visto il suo alto prezzo in Europa.

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