Visco
BANKITALIA 31 Maggio Mag 2017 1102 31 maggio 2017

Bankitalia, Visco: «Sforzo eccezionale per superare la crisi»

Il governatore: «Il consenso va cercato con la definizione di programmi saldamente fondati sulla realtà». Cattiva gestione delle banche? «I casi si ripetono indipendentemente da chi sta nell'istituto».

  • ...

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, lancia un messaggio ai partiti che si apprestano a entrare in campagna elettorale per il voto anticipato: «L'esigenza di superare la crisi economica ha sollecitato, e sollecita ancora, uno sforzo eccezionale».

RECESSIONE PEGGIORE DELLA CRISI DEGLI ANNI 30. Serve quindi una politica dalla «veduta lunga», che cerchi il consenso «con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà». Perché l'Italia viene «dagli anni peggiori della sua storia in tempo di pace» e le conseguenze della recessione economica sono state «più gravi di quelle della crisi degli Anni 30». Tanto che, agli attuali ritmi di crescita, il Pil tornerebbe sui livelli del 2007 «nella prima metà del prossimo decennio».

Le eredità più pesanti della grande crisi sono l'aumento del debito pubblico e i crediti deteriorati delle banche. Ma il Paese può tornare a crescere. Il governatore, nelle Considerazioni finali sulla relazione annuale appena pubblicata, le ultime del suo mandato, si è detto fiducioso sul fatto che, «al di là dell'incertezza politica», sia possibile ottenere «risultati che servono l'interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l'economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi».

CONTI, SERVE UNA CORREZIONE DA 25,5 MILIARDI. Sul fronte dei conti pubblici, secondo Bankitalia serviranno misure correttive dell'1,5% del Pil nel triennio 2018-2020. Per evitare l'aumento dell'Iva, ma anche per tenere sotto controllo il bilancio dello Stato. Tradotto in valori assoluti, si tratta di 25,5 miliardi di euro. Visco ha infine ribadito la tradizionale posizione europeista della Banca d'Italia: «È illusorio pensare che la soluzione dei problemi economici nazionali possa essere più facile fuori dall'Unione economica e monetaria».

NO ALL'USCITA DALL'EURO. L'uscita dall'euro, «di cui spesso si parla senza cognizione di causa, non servirebbe a curare i mali strutturali della nostra economia. Di certo non potrebbe contenere la spesa per interessi, meno che mai abbattere magicamente il debito accumulato». Al contrario, «determinerebbe rischi gravi di instabilità».

CATTIVA GESTIONE DELLE BANCHE? NON È COLPA DI BANKITALIA. Visco ha poi cercato di difendere l'istituzione per cui lavora, cioè la stessa Banca d'Italia: «Siamo stati accusati di non aver capito cosa accadeva o di essere intervenuti troppo tardi. Non sta a me giudicare, posso solo dire che l'impegno del direttorio è stato massimo». Ma «non c'è stata piena consapevolezza, anche al livello politico» dei rischi derivanti dalle norme sul bail-in e dalla vendita delle obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in risoluzione: Banca Marche, Etruria, CariChieti e CariFerrara. «I casi di cattiva gestione delle banche si ripetono con regolarità, indipendentemente da chi sta al governo o in Banca d'Italia», ha detto ancora Visco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso