Padoan
1 Giugno Giu 2017 1420 01 giugno 2017

Manovra, Padoan chiede all'Ue uno "sconto" di 9 miliardi sul 2018

Il ministro dell'Economia scrive a Bruxelles per tentare di ridimensionare l'aggiustamento dei conti pubblici. Il Tesoro punta a una legge di Stabilità più leggera. Così, per disinnescare l'aumento dell'Iva, basterebbero "solo" 6 mliardi.

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Un aggiustamento strutturale del deficit pari allo 0,3% nel 2018 e la stabilizzazione del rapporto debito-Pil. È l'indicazione contenuta in una lettera che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha inviato alla Commissione europea per comunicare, dopo le raccomandazioni inviate le scorse settimane, «la portata dell'aggiustamento ritenuto adeguato allo stato delle finanze pubbliche del nostro Paese, anche alla luce dello sforzo di riforma che prosegue ininterrotto da alcuni anni».

MANOVRA INFERIORE A QUELLA PREVISTA. In pratica il governo punta a una manovra di correzione dei conti inferiore a quella finora prevista e che nei documenti approvati dal parlamento era indicata dover essere di circa 0,8 punti percentuali. Nella lettera Padoan ricorda come alcuni obiettivi chiave sono quelli della creazione di maggior lavoro e di una crescita più rapida e «contemporaneamente, la commissione ha sottolineato l'importanza per l'Eurozona di avere una condizione di bilancio che raggiunga un appropriato bilanciamento tra un rafforzamento della ripresa e l'assicurazione di una sostenibilità di bilancio».

LEGGE DI STABILITÀ 2018 PIÙ LEGGERA. Se la proposta del governo di ridurre la correzione dei conti sarà accolta, la prossima legge di Stabilità sarà più leggera. Per fermare il temuto aumento delle aliquote Iva, che avrebbe con ogni probabilità l'effetto di bloccare i segnali di ripresa, non servirebbero più i 15-16 miliardi attualmente previsti. Ne basterebbero 6 o 7.

POSSIBILE FINANZIARE ALTRE MISURE. Lo "sconto" di 9 miliardi chiesto all'Europa consentirebbe di finanziare altre misure, come una riduzione del cuneo fiscale, magari per abbattere il costo del lavoro per l'assunzione di giovani. La manovra 2018 certo risentirà dei tempi di un eventuale anticipo elettorale a settembre o ad ottobre. Ma l'alleggerimento chiesto dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sarebbe a beneficio di tutti.

SERVE ANCHE IL PLACET DI CAMERA E SENATO. Per lasciar correre il deficit più del previsto, comunque, dopo l'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, è necessario il placet di Camera e Senato. Che potrebbe arrivare contestualmente all'aggiornamento del Def, cioè di tutti gli indicatori macroeconomici previsionali del governo, che il calendario dei conti pubblici fissa non oltre il 27 settembre.

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA DA DISATTIVARE. Al momento il parlamento ha autorizzato il governo a programmare, per il 2018, una riduzione del deficit dal 2,1 all'1,2%. Le nuove stime, invece, potrebbero far correre l'indebitamento fino all'1,7-1,8%. La correzione del deficit si attesterebbe strutturalmente a 0,3 punti (5,1 miliardi) e non più a 0,8 punti (13,6 miliardi). In questo modo verrebbe parzialmente disattivata la clausola di salvaguardia prevista dalle ultime finanziarie: un balzo dell'Iva che valeva originariamente 19 miliardi e che ora, per effetto della manovrina, è sceso a circa 15-16 miliardi. Per azzerare l'aumento Iva basterebbero quindi altri 6 miliardi di euro, da trovare con la spending review o riducendo la spesa pubblica.

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