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1 Giugno Giu 2017 1126 01 giugno 2017

Mps, accordo Padoan-Ue per la ricapitalizzazione preventiva

Il ministro dell'Economia e la commissaria Vestager raggiungono un accordo per la ristrutturazione della banca. Azionisti e obbligazionisti jr contribuiranno ai costi. I depositanti protetti. Esclusa fusione con le banche venete.

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La commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager ha raggiunto un accordo di principio con il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan sul piano di ristrutturazione di Monte dei Paschi di Siena per permettere la ricapitalizzazione preventiva della banca in linea con le regole Ue. A contribuire ai costi della ristrutturazione saranno gli azionisti e i gli obbligazionisti junior, mentre gli obbligazionisti retail potranno chiedere una compensazione in caso di misselling. I depositanti sono invece protetti.

TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER. La banca disporrà del suo intero portafoglio di Npl (crediti deteriorati) a condizioni di mercato, riducendo i rischi di bilancio. Allo stesso tempo, Mps prenderà una serie di misure per aumentare in modo sostanziale la sua efficienza, tra cui un tetto agli stipendi dei manager della banca, pari a 10 volte il salario medio dei dipendenti di Mps.

MANCA L'OK DELLA BCE. L'accordo di principio raggiunto fra la Ue e il Tesoro italiano è condizionato alla conferma in parallelo, da parte della Bce, che Mps è una banca solvente e rispetta i requisiti di capitale, oltre all'ottenimento da parte dell'Italia di una conferma formale da parte degli investitori privati che acquisteranno il portafoglio di Npl.

Ora Commissione Ue e autorità italiane dovranno definire i dettagli del piano finale di ristrutturazione di Mps, inclusi gli impegni da parte dell'Italia su come attuare il piano. Su questa base, Bruxelles adotterà la sua decisione formale in base alle regole Ue sugli aiuti di Stato.

«IMPOSSIBILE CHE ACCORDO COMPRENDA BANCHE VENETE». «L'accordo non ha riflessi sulla vicenda delle banche venete. Sono due questioni separate. Una banca in fase di ristrutturazione non può comprare altre banche o fare fusioni», fanno sapere fonti europee a chi chiede dei possibili scenari. «Le proiezioni finanziarie ed il controllo dei costi sono stati i due punti principali del negoziato», spiegano le fonti, ma «tutti i capitoli della trattativa sono stati chiusi». Quanto alla vendita dei crediti deteriorati (una delle due condizioni poste da Bruxelles per finalizzare il negoziato) le fonti spiegano che c'è già «un alto livello di tranquillità» sull'acquisto del portafoglio di Npl da parte degli investitori privati, ma che comunque si preferisce aspettarne la formalizzazione.

«TUTTI I NODI RISOLTI». «Tutti i nodi sono stati risolti», ha detto Padoan, «nel tempo richiederà un aggiustamento dal lato dei costi ma potrà contare su una base di capitale molto forte perché a questo punto Mps è una banca ripulita dai Npl, con un capitale ben superiore alle richieste». Lo Stato «resterà nel capitale per la durata del piano di ristrutturazione ma l'obiettivo è che ci resti il meno possibile, quindi anche meno di cinque anni».

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