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3 Giugno Giu 2017 1247 03 giugno 2017

Un minore su 10 in povertà, anziani più protetti

La relazione di Bankitalia: 7,4 milioni di italiani in difficoltà. Colpite soprattutto le coppie con due o più figli. Le pensioni sono più stabili del reddito da lavoro.

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La povertà è giovane, giovanissima. La fotografia scattata da Bankitalia nell'ultima relazione annuale non lascia dubbi nel 2015, ultimo anno per cui sono disponibili i dati oltre un minore su dieci era in situazione di povertà assoluta.
Negli anni della crisi, spiegano da Via Nazionale, la povertà in Italia è aumentata soprattutto tra le famiglie numerose e tra le coppie con due o più figli. Più protetti invece gli anziani, «per effetto della maggiore stabilità dei redditi da pensione rispetto a quelli da lavoro».

IL 7,6% DEGLI ITALIANI IN POVERTÀ. La quota di individui a rischio di povertà o esclusione sociale (secondo i dati Eurostat) si è attestata al 28,7 per cento, circa tre punti percentuali in più rispetto al 2007 e cinque punti oltre il dato medio dell'Unione europea. Il numero di individui in condizione di povertà assoluta era pari al 7,6 per cento della popolazione (4,6 milioni di persone, sulla base di stime dell'Istat), il valore più elevato dal 2005. A versare in tali condizioni, si legge nella relazione, erano in particolare i nuclei composti da soli cittadini stranieri, con un'incidenza sette volte superiore a quella delle famiglie di soli italiani cresciuta, tra il 2014 e il 2015, specialmente al Nord.
La povertà è aumentata tra le famiglie numerose e tra le coppie con due o più figli. La conseguenza, evidenzia ancora Bankitalia, è stata un ulteriore aumento della povertà minorile, anche questa elevata nel confronto europeo; la quota di minori in povertà assoluta ha superato nel 2015 un decimo della popolazione di riferimento

SOSTEGNO FINANZIARIO MA ANCHE SERVIZI. Per Bankitalia il nuovo reddito di inclusione previsto dal governo deve essere affiancato «da adeguati servizi alle famiglie per garantire loro una maggiore inclusione sociale». Mentre i requisiti per accedere al beneficio monetario vanno verificato, limitando «i possibili incentivi a permanere indefinitamente nel programma».

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