Ernesto Maria Ruffini 150617182746
6 Giugno Giu 2017 1622 06 giugno 2017

Agenzia delle Entrate, Ruffini nuovo direttore

Avvocato tributarista, nel 2015 è stato nominato amministratore delegato di Equitalia. Tra i partecipanti alla prima Leopolda, lasciò Civati per sostenere Renzi alle primarie del 2012, vinte da Bersani.

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Tutto come previsto: il Consiglio dei ministri ha deliberato l'avvio della procedura per il conferimento dell'incarico di direttore dell'Agenzia delle Entrate all'avvocato Ernesto Maria Ruffini.

Ruffini, classe 1969, da giugno del 2015 ha ricoperto l'incarico di amministratore delegato di Equitalia. È avvocato tributarista e ha lavorato dal 1998 al 2015 nello studio romano Fantozzi & Associati.

Ruffini è un renziano della prima ora, ma non della primissima. Figura infatti tra i partecipanti alla prima Leopolda di Firenze, datata 2010. Inizialmente però era più vicino a Pippo Civati. Poi, nel 2012, decise di sostenere Renzi alle primarie del centrosinistra, vinte da Pier Luigi Bersani.

Durante i mille giorni del governo Renzi, Ruffini ha lavorato a stretto contatto con l'ex responsabile nazionale economia e lavoro del Partito democratico, Filippo Taddei.

Palermitano, è figlio dell'ex parlamentare della Democrazia cristiana Attilio Ruffini e fratello di Paolo, ex direttore di Rai3 e La7. Nell'albero genealogico di famiglia, c'è anche il cardinale Ernesto Ruffini, prozio di Ernesto Maria e Paolo.

Finisce quindi, dopo appena un mandato al timone dell'Agenzia delle Entrare, l'era di Rossella Orlandi. Per lei si parla già di un nuovo incarico, un ruolo di alta consulenza al dipartimento Finanze del Tesoro, che le permetta di continuare a lavorare al cosiddetto "Fisco amico", fortemente voluto da Matteo Renzi, che ha preso forma soprattutto con la dichiarazione dei redditi precompilata e con la fatturazione elettronica. Due idee che proprio Ruffini aveva lanciato alla prima Leopolda, già nel 2010.

Alla guida di Equitalia, Ruffini ha portato a casa risultati record per la riscossione, in tutto 17 miliardi di euro (+17% in due anni). Con la sua gestione c'è stata un'accelerazione verso il digitale e verso una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini. Ha avviato anche la riforma del gruppo, riducendo le società da tre a una sola, primo passo per la chiusura definitiva di Equitalia. L'addio ufficiale arriverà il 1° luglio, quando scatterà l'integrazione con l'Agenzia delle Entrate.

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