Studenti Imprenditorialità
SELFIE MADE GENERATION 16 Giugno Giu 2017 1348 16 giugno 2017

La Generazione Z delle superiori ha l'imprenditorialità nel destino

Il digitale, la facilità di accesso alla conoscenza con internet e la possibilità di consultare tante casistiche portano alla creazione di nuovi lavori e business. Chi ha familiarità con questi mezzi può sfondare.

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Scuola e imprenditorialità: il mio argomento preferito. È il motivo per cui sono stato entusiasta di accettare l’invito di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola, a inizio giugno 2017, a parlare davanti a una platea di 150 ragazzi provenienti da tutta Italia. La mia missione? Condividere con loro cosa vuol dire essere un giovane imprenditore, con la speranza di motivarli e ispirarli. I 150 ragazzi erano i finalisti di un percorso cominciato a inizio anno scolastico che ha coinvolto in totale 18 mila studenti da tutta Italia. "Impresa in azione", così si chiama il progetto, richiedeva lo sviluppo di idee di impresa. Le finaliste sono state 23 mini imprese di giovanissimi imprenditori dai 16 ai 19 anni.

RAGAZZI IMPEGNATI IN PRIMA PERSONA. Non sono le idee in sé che mi hanno colpito, ma il fatto che ogni “team” abbia presentato almeno un “campione” del prodotto finito o una versione beta del programma o software che avrebbe voluto lanciare. Non solo progettualità quindi, ma effettiva produzione di un modello. Questo significa che, seppur ovviamente seguiti da qualcuno, i ragazzi si sono impegnati, hanno raccolto dei fondi, hanno elaborato una road map con le relative tempistiche per far sì di arrivare in tempo alla data di scadenza per la presentazione del progetto. Avranno litigato, collaborato, riso, ma ognuno di loro dando tanto di sé e prendendo dagli altri.

È bello vedere studenti che si mettono in gioco ed è interessante notare che oggi l’idea di poter essere imprenditori è considerata alla portata di chiunque voglia mettersi alla prova

Questo è fare impresa: lavorare in gruppo, per creare qualcosa che ha un significato per ogni componente del team e arrivare a un risultato concreto. Ho visto con piacere l’eccitazione negli occhi di questi ragazzi che forse non sapevano nemmeno cosa stavano facendo, ma sicuramente sentivano di aver creato “qualcosa”. Al di là dei sentimentalismi, è bello vedere studenti che si mettono in gioco personalmente ed è altrettanto interessante, per quanto mi riguarda, notare che oggi l’idea di poter essere imprenditori non è vista come impossibile, ma al contrario, come qualcosa che è alla portata di chiunque voglia mettersi alla prova.

MA NON DEVE ESSERE SOLO UNA MODA. Ben vengano quindi le iniziative atte a coltivare talenti imprenditoriali nei ragazzi delle superiori e ben venga l’insegnamento delle basi di una cultura imprenditoriale, senza però farla diventare una moda: per fare gli imprenditori bisogna sentirsi tali. Sono sicuro che il digitale, i nuovi materiali, la facilità di accesso alla conoscenza grazie a internet, la possibilità di accedere a un numero impressionante di casistiche o esempi porteranno alla creazione di numerose tipologie diverse di lavori e professioni e nuovi business di impresa che oggi non possiamo nemmeno immaginarci. E chi ha la familiarità con i nuovi mezzi, la flessibilità mentale e l’energia per far sì che tutto questo accada è proprio la Generazione Z che oggi occupa i banchi delle scuole superiori.

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