Bpvi-Veneto Banca: Penati, horror story
19 Giugno Giu 2017 1254 19 giugno 2017

Banche Venete, lo Stato metterà altri 200 milioni per gli esuberi

Basterebbero per più di 3 mila fuoriuscite. Obiettivo: evitare i licenziamenti a ridosso di scadenze elettorali. Così il conto complessivo sale a 1 miliardo. Intanto Intesa e Fortress vogliono prendersi good e bad bank

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Una soluzione sul modello della vendita delle tre good bank a Ubi da chiudere entro una settimana, un solo acquirente interessato, Intesa SanPaolo, la nomina all'ultimo di un advisor, Rothschild, lo stesso delle operazioni Alitalia, e la necessità pure di evitare licenziamenti a ridosso delle prossime elezioni. Il puzzle delle due banche venete dovrebbe essere risolto ancora una volta in maniera "creativa" dal ministero dell'Economia senza applicare pienamente il bail in ma azzerando azionisti e detentori di obbligazioni, magari quelli che hanno pure rinunciato a presentare reclami come previsto dall'offerta transattiva chiusa a fine marzo.

Il ministero del Tesoro.

La scelta obbligata di sospendere il rimborso dei bond junior di Veneto Banca ha reso di fatto ingiustificabile l'utilizzo della via della ricapitalizzazione precauzionale, finora al centro delle trattative con la Commissione europea. Dunque Via XX Settembre ha definitivamente imboccato la strada della creazione di una good bank e di una bad bank, come rivelato dalla Stampa. E la data room appena aperta e l'incarico di consulente affidato a Rotschild di Alessandro Daffina e con vicepresidente l'ex ad di Eni, Paolo Scaroni, sembra una questione più di forma che di sostanza.

LA CABINA DI REGIA RESTA AL MEF. La cabina di regia resta al Mef e il solo istituto al tavolo per comprare Veneto Banca e Popolare di Vicenza è quello guidato da Carlo Messina, che dovrebbe acquisire la parte buona delle due banche ottenendo agevolazioni su perdite e crediti di imposta. E nel solito sistema di vasi comunicanti, Fortress - che ha abbandonato in favore di Atlante il pacchetto di crediti deteriorati di Monte dei Paschi di Siena - dovrebbe concentrarsi sulla bad bank degli istituti del Nord Est. La partita dovrebbe chiudersi entro una settimana e includere, secondo fonti vicine al dossier, anche il rifinanziamento da 200-300 milioni per il fondo di solidarietà per gli esuberi bancari.

UN MILIARDO IN UN ANNO E MEZZO. Il nuovo contributo sarebbe pensato ad hoc per la crisi bancaria veneta. E dovrebbe bastare per coprire gli esuberi previsti nel piano di fusione. E cioè 1.460 per le controllate dei due istituti nel Meridione destinate anch'esse alla vendita. E 2.200 tra BpVi e Veneto Banca. In tutto si tratta di finanziare più di 3.600 fuoriuscite anticipate attraverso gli strumenti già a disposizione del settore del credito. L'intervento che dovrebbe essere incluso nel nuovo decreto porterebbe a 1 miliardo l'ammontare dei fondi pubblici che il governo ha destinato nell'ultimo anno e mezzo alla tutela dei lavoratori in esubero del settore.

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