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23 Giugno Giu 2017 1250 23 giugno 2017

Orsi è tornato a lavorare con Agusta Westland

L'ex ad di Finmeccanica, ancora sotto processo, era al salone parigino Le Bourget come advisor di Aerea Spa. Che collabora con la nostra azienda della Difesa. Un ritorno al passato che fa discutere.

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Giuseppe Orsi è tornato nel gruppo dei grandi protagonisti del settore difesa. A distanza di quattro anni dall'arresto, l'ex amministratore delegato di Agusta Westland e Finmeccanica, ancora sotto processo per corruzione internazionale a Milano, ha ricominciato a frequentare da protagonista il mondo degli affari dove è cresciuto come manager. Ovvero è tornato negli ambienti della difesa, dell'aerospazio, dell'elicotteristica e dell'aeronautica. In questi giorni è stato avvistato a Le Bourget di Parigi, salone internazionale per eccellenza, manifestazione internazionale tra le più importanti per la presentazione e la vendita di materiali aeronautici e spaziali.

COLLABORAZIONI ILLUSTRI. A quanto risulta a Lettera43.it Orsi è diventato advisor di Aerea Spa, azienda lombarda nata nel 1927, eccellenza internazionale «nella progettazione, sviluppo, produzione, manutenzione e supporto logistico di equipaggiamenti per la difesa, componenti strutturali ed equipaggiamenti di supporto a terra di velivoli ad ala fissa e ad ala rotante ricoprendo una consolidata posizione in ambito internazionale». In pratica, Aerea Spa svolge il lavoro di componentistica per gli armamenti, dai lanciamissili fino alle apparecchiature di rifornimento in volo: è tra le realtà imprenditoriali migliori in campo internazionale. Tra le collaborazioni più importanti c'è il programma sugli F35 ma l'azienda collabora da anni con la stessa Agusta Westland, Avio e in pratica tutto il gruppo Leonardo-Finmeccanica, dove il nuovo amministratore delegato è Alessandro Profumo.

Roberto Maroni.

ANSA

A Le Bourget, Orsi ha avuto modo anche di incrociare il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni - suo vecchio amico e sponsor politico nel 2011 per la nomina di amministratore delegato di Finmeccanica - anche lui in visita tra gli stand per promuovere il settore aerospaziale lombardo. In sostanza a distanza di quattro anni dalle inchieste tutto è ritornato come prima, nonostante il processo prosegua nel tribunale di Milano: lunedì 26 ci sarà la seconda udienza dell'appello bis.

IL PROCESSO IN INDIA. Orsi e Bruno Spagnolini finirono sotto processo per la commessa da 556 milioni di euro ottenuta da Agusta Westland per i 12 elicotteri Aw101 venduti in India su cui sarebbero transitate tangenti. In primo grado furono condannati a Busto Arsizio per false fatturazioni, ma furono assolti per l'accusa più pesante di corruzione internazionale. L'anno scorso, in aprile, la Corte d'appello di Milano ha ribaltato la sentenza, condannando il primo a quattro anni e sei mesi, il secondo a quattro. A dicembre, però, la III sezione penale della Cassazione ha disposto un appello bis per i due imputati evidenziando un vizio di procedura. Il 6 giugno si è svolta la prima udienza, mentre in India il processo continua.

L'ex ministro della Difesa Giampaolo Di Paola.

A proposito di ritorni, non c'è solo quello di Orsi da segnalare. Seduto nel consiglio di amministrazione di Aerea Spa si trova una vecchia conoscenza di Palazzo Chigi: l'ex ministro della Difesa del governo Monti, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, già capo di stato maggiore della Difesa e poi presidente del comitato militare della Nato tra il 2008 e il 2011. A cavallo tra il 2013 e il 2014 l'ammiraglio era già vicino all'ingresso in un'altra big del settore difesa: Finmeccanica. Stando ai rumor, l'ufficio era già pronto in una delle controllate del gruppo, ma l'Antitrust stoppò tutto per «incompatibilità» in base alla legge sul conflitto di interesse. Legge che vieta di ricoprire incarichi in società affini ai settori connessi con la carica ricoperta nel corso del mandato governativo, che per Di Paola era decaduto solo nove mesi prima. L'appuntamento col mercato è stato solo rimandato: nell'aprile 2016 Di Paola è entrato in Aerea.

FATTURATO DA 30 MILIONI. La società, che ha un fatturato da 30 milioni di euro, lo scorso anno si è aggiudicata insieme ad altre quattro aziende una fornitura da 17 milioni di euro in 10 anni per la fabbricazione di componenti per i motori del controverso caccia F35 per conto del produttore americano Pratt & Whitney, che opera a sua volta con Lockheed Martin. Da ministro Di Paola fu tra i pianificatori dei tagli alle spese della Difesa che prevedevano 40 mila militari e 30 mila civili in meno. Sull'F35 però poche rinunce: ordini scesi da 131 a 90 aerei e una riforma dall'efficace slogan «meno generali più tecnologia», tanto che qualcuno malignamente la chiamò “riforma Finmeccanica”.

I SOLITI NOTI. L'amore per il velivolo è rimasto e oggi Aerea è tra i protagonisti del rilancio del programma F35 da parte della Difesa che ha visto quest'anno sette nuovi acquisti e un impegno ad altri 17 ordini per il prossimo triennio. Una torta per il settore, come ha riportato l'osservatorio Milex, da circa 3 miliardi di euro per un budget totale di 14. Orsi, insomma, dopo alcune attività benefiche svolte in questi anni con la Fondazione Pellegrini, è tornato nel giro degli affari che contano. A riprova che nel mondo italiano dell'aerospazio e della difesa nulla si crea e nulla si distrugge. Soliti volti, a prescindere dai risultati conseguiti e dalle pendenze giudiziarie. All'innovazione di prodotti, processi e persone si preferisce l'usato, anche quando non è molto sicuro. Davanti all'integrazione della difesa europea che si preannuncia, la scelta è rischiosa.

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