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TESORI NASCOSTI 23 Giugno Giu 2017 2059 23 giugno 2017

Polizze vita dormienti, nelle casse delle assicurazioni quattro miliardi di euro

Nessuno riscuote il denaro. Spesso i beneficiari non si fanno avanti perché non sanno di esserlo. L'Ivass chiede al governo di correre ai ripari.

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Almeno quattro miliardi di euro giacciono nelle casse delle assicurazioni italiane e nessuno li va a riscuotere. Sono le polizze vita cosiddette dormienti, cioè scadute da almeno cinque anni e che non sono state liquidate perché i beneficiari non si sono presentati allo sportello. Adesso l'Ivass, l'Istituto di vigilanza sul settore assicurativo, vuole risolvere il problema e per questo chiede l'intervento del governo.

QUATTRO MILIONI DI PRATICHE NON LIQUIDATE. Le cose vanno meglio per quanto riguarda l'Rc Auto. I prezzi, ha spiegato il presidente Salvatore Rossi nella sua Relazione annuale, sono scesi ancora, anche se permangono i divari con l'Europa e quelli tra provincia e provincia. Tornando al fenomeno delle polizze dormienti, si tratta di circa 4 milioni di pratiche. Non liquidate perché le compagnie non sanno se l'assicurato è o no deceduto prima della scadenza della polizza.

EREDI INDICATI IN MODO GENERICO. Molto spesso i beneficiari non si fanno avanti perché non sanno di esserlo e nella polizza sono indicati in modo generico, ad esempio come «gli eredi legittimi». E così nelle casse delle compagnie resta una montagna di soldi. Alla ricerca di una soluzione, l'Ivass ha segnalato al governo la necessità di intervenire, per esempio prevedendo per le compagnie l'obbligo di indicare i beneficiari con nome e cognome e quello di verificare almeno una volta l'anno i decessi degli assicurati, così come avviene in molti Paesi europei.

RCA, PREZZI IN CALO. A dividerci dall'Europa non è solo questo, ma, come noto, anche i prezzi dell'Rc Auto. Sono scesi per il quinto anno consecutivo, attestandosi a 420 euro nel quarto trimestre del 2016 e a 412 nel primo del 2017. Ma è anche vero che il divario con Francia, Germania e Spagna, resta comunque pari a 140 euro. Per non parlare delle differenze all'interno del Paese: anche qui la forbice si stringe, ma a Napoli si paga il doppio rispetto ad Aosta (630 euro contro 300).

FEDERCONSUMATORI CONTESTA I DATI. Questi dati vengono inoltre contestati da Federconsumatori, convinta che nel 2016 i prezzi siano aumentati dell'1,5%. Da un punto di vista più generale, Rossi ha anche evidenziato che il totale dei premi pagati alle compagnie assicurative l'anno scorso è diminuito dell'8,7%, da 147 a 134 miliardi. A soffrire di più è stato il ramo vita (-11%), dopo tre anni di crescita, che ha visto in particolare il crollo delle polizze finanziarie (-25%). Queste, però, a inizio 2017 hanno ripreso a correre.

FORTE CONCENTRAZIONE SUI TITOLI DI STATO. Malgrado il mercato sia in calo, le compagnie italiane fanno investimenti più redditizi (il rendimento netto di capitale è stato dell'8,6%) rispetto alle omologhe europee. La ragione sta nella forte concentrazione sui titoli di Stato, italiani in particolare. Nonostante una certa «preoccupazione, perché le concentrazioni non piacciono a chi vigila», Rossi ha però detto no alle proposte fatte in sede europea di imporre un requisito di capitale sui titoli pubblici negli attivi delle compagnie, che tenga conto della rischiosità del debito sovrano italiano.

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