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ECONOMIA
26 Giugno Giu 2017 0850 26 giugno 2017

Banche venete, Intesa: «Con problemi al decreto salta tutto»

Bankitalia perfeziona la procedura di salvataggio con la nomina dei liquidatori. Tra loro anche l'ex ad di Popolare di Vicenza Fabrizio Viola.

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Si va a completare l'operazione di "salvataggio" di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Dopo l'approvazione e l'entrata in vigore del decreto approvato dal governo, Bankitalia ha confermato l'avvenuta cessione di una parte delle attività a Intesa Sanpaolo, come previsto dal provvedimento del governo.

ANCHE VIOLA TRA I LIQUIDATORI. Contestualmente ha provveduto alla nomina dei commissari liquidatori dei due istituti. Per entrambe le banche c'è l'ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Per Popolare Vincenza i commissari sono: Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono: Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola.

NESSUNA CONSEGUENZA PER I RISPARMIATORI. L'intervento sulle due banche venete, scrive Palazzo Koch, «assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior e che sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail». La Banca d'Italia in una nota ricorda che i clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli delle banche saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo.

SENZA CONVERSIONE SALTA L'OPERAZIONE. La stessa Intesa, però, con un comunicato ha fatto sapere che l'esito positivo dell'operazione è subordinato a un percorso di apprivazione senza ostacoli del decreto. Il contratto di cessione di alcune attività di Popolare Vicenza e Veneto Banca - è scritto in una nota di Ca' de Sass «include una clausola risolutiva, che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il decreto legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge».

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