Banche venete, martedì Cda cruciale
26 Giugno Giu 2017 1134 26 giugno 2017

Banche venete, nel piano bocciato scure su filiali e dipendendenti

Quasi 4 mila tagli e un aumento da 4,7 miliardi: sono i numeri di Tiepolo, il progetto che prevedeva 600 milioni di cedole entro il 2021.

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Un piano di fusione 'lacrime e sangue' con 3.900 esuberi, un taglio di filiali che «equivale alla chiusura di una delle due banche», 4,7 miliardi di aumento (leggi il retroscena su Unicredit e le venete). Sono i numeri di 'Tiepolo', il progetto messo a punto dalle banche venete e che gli istituti oggi rendono disponibile: se la ricapitalizzazione precauzionale avesse avuto l'ok Ue, il Tesoro sarebbe diventato proprietario della banca del Nord-est e non solo degli attivi 'malati', con la promessa nel piano, di ricevere 600 milioni di cedole entro il 2021.

VIA LIBERA DI BANKITALIA. Intanto, si va a completare l'operazione di "salvataggio" dei due isstituti. Dopo l'approvazione e l'entrata in vigore del decreto approvato dal governo, Bankitalia ha confermato l'avvenuta cessione di una parte delle attività a Intesa Sanpaolo, come previsto dal provvedimento del governo.

ANCHE VIOLA TRA I LIQUIDATORI. Contestualmente ha provveduto alla nomina dei commissari liquidatori dei due istituti. Per entrambe le banche c'è l'ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Per Popolare Vincenza i commissari sono: Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono: Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola.

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