Scalata Vivendi a Mediaset vale 1,2 mld
28 Giugno Giu 2017 1953 28 giugno 2017

Mediaset-Vivendi, Fininvest muove nuove accuse ai francesi

Gli italiani vogliono che i francesi dismettano la loro partecipazione, pari al 28,8% del capitale. Il giudice civile fissa le prime udienze al prossimo 19 dicembre. Intanto l'assemblea del Biscione si blinda con il buy back.

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Si inasprisce la guerra del 'Biscione' contro Vivendi. A circa un anno dalle denunce sul mancato acquisto di Premium, ora Mediaset e Fininvest hanno mosso nuove accuse ai francesi: violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo. Sono questi i nuovi termini della causa avviata davanti a Vincenzo Perozziello, il giudice civile che sta già trattando la vicenda della pay tv, al quale si chiede in sintesi di ordinare a Vivendi di dismettere la propria partecipazione, pari al 28,8%, nella società di Cologno Monzese. Il motivo? Con il rastrellamento delle azioni avvenuto lo scoso dicembre, l'azienda non avrebbe rispettato il contratto stipulato ad aprile del 2016 per l'acquisto della pay tv.

CONCORRENZA SLEALE? Inoltre, come si evince dall'atto di citazione depositato lo scorso 8 giugno, Mediaset accusa Vivendi di violare il testo unico della radiotelevisione e di comportamenti indicati come «atti di concorrenza sleale». Visto che le parti in causa hanno proposto di riunificare i due procedimenti, il giudice ha cancellato l'udienza del prossimo 24 ottobre che riguardava il caso Premium, cui si sono aggiunte richieste risarcitorie per diffamazione avanzate da entrambe le aziende, e ha rifissato le due cause per il prossimo 19 dicembre.

LE TAPPE DELLA GUERRA DEL BISCIONE. La guerra tra i due gruppi, per cui è aperta anche un'inchiesta penale che vede tra gli indagati per aggiotaggio Vicent Bollorè, è partita ad agosto con la denuncia di Mediaset per ottenere l'esecuzione coattiva del contratto per l'acquisto della pay tv e il risarcimento dei danni subìti, pari a 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell'adempimento, con un danno complessivo non inferiore a 1,5 miliardi. Di seguito la mossa giudiziaria di Fininvest, che ha chiesto ai francesi un risarcimento non inferiore a 570 milioni.

L'ASSEMBLEA AUTORIZZA IL BUY BACK. Mediaset, intanto, si blinda per proteggersi da quella che considera la scalata ostile lanciata da Bollorè. Le minoranze si sono compattate e in assemblea hanno dato il via libera al buy back fino al 10%, il che porterebbe Fininvest ad arrivare alla soglia del 50% del capitale senza dover lanciare un'Opa, visto che le minoranze hanno dato il loro benestare. La mossa viene letta in chiave difensiva da tutti gli osservatori, anche se l'amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ostenta sicurezza e dice di non vedere il rischio di scalate.

VIVENDI ASSENTE. I francesi, soci con il 28,8% del capitale, non si sono presentanti all'appuntamento con l'approvazione del bilancio, cui hanno partecipato invece fondi e retail con circa il 12% del capitale e Fininvest con il 39,53%. Vivendi ha preferito rimanere in silenzio e tenere un basso profilo. Secondo il fondo Amber, azionista con il 2,5%, Mediaset sarebbe tuttavia "ingessata" da un management inadeguato, troppo vecchio non solo anagraficamente per affrontare le sfide del digitale. «Non si escludono acquisizioni o partnership, così come cessioni di attività non più core» ha risposto il presidente, Fedele Confalonieri, che non ha alcuna intenzione di passare la mano.

L'AFFARE DELLE TORRI E I DIRITTI PER LE PARTITE DI CALCIO. Mediaset ha ribadito inoltre di voler partecipare al consolidamento del settore delle torri, anche se il governo ha stoppato l'integrazione tra Rai Way ed Ei Towers, controllata al 40% da Mediaset. Premium vedrà il suo business model ristrutturato, con l'obiettivo di riportarla in equilibrio. Per il prossimo anno l'offerta sportiva unisce ancora alle partite della Serie A un anno di Champions League in esclusiva, poi si vedrà. «In autunno è prevista una nuova asta, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani», ha detto Confalonieri, Non è esclusa un'alleanza con Tim, ma al momento si tratta soltanto di voci.

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